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Vita Nuova

Centopercento Teatro a.p.s.

regia Chiara Cervati

anno 2021

attori Antonio Panice Monica Vitali

scheda artistica
La Vita nuova è l’opera giovanile di Dante, quella sua favola intrisa di prosa e poesia caratterizzata dall'incontro/scontro personale con l’Amore, che il poeta imparerà qui a conoscere sulla propria pelle. C'è un Dante inesperto, adolescente, che prova a crescere e ad amare: cade, si rialza, a volte ricade, intanto scrive, canta, chiede consigli agli amici; e, come ogni ragazzo, è confuso, perché un giorno una Beatrice è entrata nella sua vita e ha scombussolato praticamente tutto. Appare all'inizio come una specie di menestrello di strada armato di voce, chitarra e necessità di raccontare, cantare e rivivere la propria storia assieme ai pellegrini di passaggio (gli spettatori); via via che si entra nella vicenda, il menestrello si rivela sempre più essere quel ragazzino che, impreparato al caos di emozioni tutte nuove, trova rifugio nella propria cameretta, quel mondo in cui trasformare a proprio modo (versi e musica) le esperienze vissute, e prepararsi ad affrontare le nuove sfide a cui andrà incontro. Il nostro interesse è ricaduto su ciò che Beatrice significa per Dante nella Vita nuova e nella Commedia, quella che lo muove alla ricerca; le suggestioni che ci hanno più affascinato sono quelle che legano questa figura a un archetipo del femminile, al di là di ogni genere e sesso. Da questo punto di vista, l'artista aerea incarnerà non solo la donna, ma anche il femminile, così come le visioni, i sogni e le apparizioni. La Vita nuova è un prosimetro, ossia un'opera che alterna versi e prosa; questa caratteristica verrà tradotta teatralmente grazie alla compresenza in scena dell'attore e dell’artista aerea, i quali svilupperanno il loro rapporto secondo opposte e incidenti dimensioni, quella orizzontale l’uno, quella verticale l’altra; dimensioni che, talvolta, si incontreranno fino a contaminarsi tra loro. Si alterneranno così momenti extraordinari in cui dominerà la musicalità della poesia e l’elevazione spirituale (attraverso la metafora degli attrezzi aerei), a momenti di contatto concreto, quotidiano con il pubblico, quasi da spettacolo di strada, che talvolta farà dell'innamorato protagonista una sorta di clown, che, ridicolo come tutti gli innamorati, dovrà far fronte alle situazioni che gli si porranno davanti.

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