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Ipotesi di una Medea

Nogu Teatro

regia Ilaria Manocchio

anno 2021

attori Agnese Lorenzini, Ilaria Manocchio, Valerio Riondino

scheda artistica
Non è la prima volta che la fama di Medea le reca danno e le procura grandi sciagure. Ma la donna diventata simbolo dell’infanticidio vuole riscattarsi. Progetta una nuova generazione di figli artificiali. Perfetta. Funzionale. Igienica. Non saranno più le esigenze dei neonati a scandire le giornate, ma i genitori potranno decidere se e quando attivare il figlio. Quando dovrà dire la prima parola. Se fare la cacca o meno. Cosa amare. Cosa mangiare. E soprattutto cosa diventare. Basta depressione post-partum. Basta genitori disperati, problemi economici e orologio biologico. Da oggi tutti potranno avere una famiglia felice... Medea racconterà finalmente la verità su quello che è successo a Corinto. La sua storia, narrata da Apollonio e andata perduta, verrà svelata nella speranza che tutti dimentichino il passato. Riuscirà a cambiare il suo destino? I figli androidi che ama tanto saranno in grado di superare il mito e cambiare il futuro? Se mettere al mondo un figlio rappresenta dei problemi logistici sempre più grandi, Medea propone una soluzione. Una generazione di figli androidi. Programmabili secondo le esigenze e disattivabili in qualsiasi momento. Nessun altro come lei dovrà subire il senso di colpa per aver causato la fine della propria prole. Nessuna madre dovrà soffrire la scelta tra la carriera e la famiglia. La Medea Corporation dà avvio ad una rivoluzione sociale e scientifica. Come al solito, nella storia di Medea, il cambiamento viene accompagnato da molte polemiche, etiche, religiose, filosofiche. All’avanguardia nel campo dell’Intelligenza Artificiale, entriamo nella diatriba estremamente contemporanea che ci terrorizza: e se la macchina prendesse il sopravvento? Una eventualità, questa, che diventa motore effettivo della vicenda: in scena troviamo Medea alle prese con la risoluzione di un grave malfunzionamento degli automi (in particolare i due che ora costituiscono a tutti gli effetti la sua famiglia, e che vivono e lavorano con lei giorno dopo giorno). Gli androidi malfunzionanti si ribellano ai genitori adottivi e marciano tutti insieme verso la sede della Medea Corporation per uccidere la loro creatrice e ottenere così il libero arbitrio. La ribellione degli automi si manifesta per la prima volta tramite il sogno, attività umana per eccellenza, che sancisce lo sconfinamento dei figli artificiali dal loro mondo di appartenenza, quello delle macchine. In sogno essi hanno immagini di Medea che uccide i propri figli, quelli veri, quelli generati con Giasone in un passato che in qualche modo continua a trovare una via per manifestarsi ancora ed ancora. L’errore di programmazione che provoca il sogno negli automi, viene identificata dalla dicitura “61A5ONE”, pericolosamente affine al nome Giasone.

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