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L'inizio

TRISETMAS

regia nucleo artistico

anno 2021

attori Carlo Guglielminetti, Piero Lanzellotti, Gilda Rinaldi Bertanza, Sebastiano Ragni

scheda artistica
Tre personaggi, amici e coinquilini vivono le loro vite nell'attesa del momento successivo. Come personaggi alla deriva Giovanni, Emilio e Sebastiano vengono trasportati in un match verbale, una discussione comica e violenta che li porterà a dar sfogo ai propri ideali e alle proprie nefandezze. Al centro di tutto vi è un seme, un metaforico piccolo oggetto che provoca desiderio, astio e incertezza nei personaggi. Vedranno in lui un simbolo di speranza, vedranno in lui un simbolo di oppressione. I protagonisti dovranno far conto con loro stessi, con le differenze che li caratterizzano, ma soprattutto con il loro passato, e i segreti che si celano a vicenda. L'avrà vinta un patetico atteggiamento positivo, oppure l'odio spasmodico per tutto e tutti? Una cosa è certa, fra cruciverba e rivoluzioni si aprirà a loro la strada per un inizio. Il processo creativo è una delle più affascinanti e misteriose ricerche che l’uomo può compiere all’interno di sé. Come i buchi neri, non si sa da dove provenga ma in ogni caso ingloba tutto ciò che può. Un uomo, nel pieno del suo percorso creativo, può trarre ispirazione da ogni aspetto della sua vita e delle vite altrui: tutto viene immagazzinato, elaborato e ricacciato fuori sotto forma d’arte. I pericoli però sono dietro l’angolo, in primis l’insoddisfazione, la frustrazione di avere così tanti imput esterni e una capacità umanamente limitata di elaborarli. Nello spettacolo emerge proprio una ricerca interiore sulle dinamiche del blocco creativo, cosa si frappone tra le intenzioni e le concrete realizzazioni? Una sofferenza che si trascina dietro strascichi del passato: le persone che siamo stati, quelle che abbiamo amato coloro che abbiamo invidiato o anche solo chi abbiamo incrociato distrattamente per strada. Nello spettacolo il narratore, ad un certo punto interviene tentando di risollevare le sorti di un messaggio artistico che gli è ormai completamente sfuggito di mano. Nel farlo si approccia con un iniziale forzato ottimismo per poi esplodere nella rabbia e nella frustrazione più intense. Questo lo porta a realizzare, seppur involontariamente, il suo intento: il suo processo artistico si completa nel momento in cui distrugge il copione, libera se stesso e i suoi personaggi dalle catene di una storia con le sue regole e la sua grammatica che come qualcuno ha inventato, qualcun altro può rifiutare. Il grido di disperazione dell’artista diventa un grido di battaglia e prepara il terreno per la maturazione artistica e, perché no, umana.

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