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COMFORT ZONE

LineOut Dance Company

regia Mauro Bocchi

anno 2020

attori Danzatrici: Anna Gasparini, Erika Zilli

scheda artistica
CONFORT ZONE (spettacolo in fase di debutto) “COMFORT ZONE” è un lavoro che nasce da un momento di autoanalisi, affrontare situazioni inerenti al futuro, alle relazioni, alla vita in senso generico, vivere qui e ora, nel post pandemia che ha invaso il mondo intero. Tutto ciò che è conosciuto e familiare si può definire come “Comfort zone”. Questo vuol dire, che tutti, proprio tutti, abbiamo una “comfort zone”, che ci fa sentire al sicuro, protetti, solo perché conosciamo la situazione o l’ambiente in cui viviamo. Agire all’ interno della “Comfort zone” può alimentare molte delle nostre illusioni, in quanto pensiamo di poter controllare il futuro essendo al riparo. Ci creiamo inconsapevolmente uno scudo contro le nostre incertezze del domani. Cosa potrebbe accadere se ogni giorno percorriamo lo stesso tragico? Il nostro cervello agisce per scorciatoie, la nostra stessa sopravvivenza. Non è un caso che costruiamo rifugi, innalziamo pareti divisorie persino all’interno di una stessa abitazione, la nostra tendenza primaria è quella di cercare “stabilità”. Ma allora perché viene sempre consigliato di uscire dalla “Comfort zone”? È davvero utile farlo? Perché abbandonare un ambiente conosciuto ad esempio in favore di uno sconosciuto? L’abitudine tende ad appiattire la nostra vita, diventando spesso compiacenti con il nostro rendimento. La verità però è cruda. Il mondo è caratterizzato da cambiamenti: nonostante si ammonisca di non fare il passo più lungo della propria gamba, è cambiando qualcosa che si producono risultati e che si scoprono nuove parti di se stessi. “Comfort zone” è un viaggio intimo dentro le parti più profonde dell’ essere umano. Ci si incammina verso nuovi percorsi o ci si adagia in altre situazioni. Il vento parte caratterizzante dello spettacolo, rappresenta il flusso della vita, che scorre incessante e non si ferma mai, portando con se tutto ciò che deve. Se ci dirigiamo “controvento”, ci scuotiamo, opponiamo resistenza e ci affatichiamo, ma in realtà ci scrolliamo di dosso anche le cose leggere che possono non essere indispensabili per la nostra vita e che spesso possono rivelarsi anche dannose. Andare controvento è una sfida ostacolata, ma se l’ uomo si fosse fermato al primo ostacolo, adagiandosi a ciò che aveva, non si sarebbe avuta alcuna evoluzione, quindi è possibile che la strada più difficile spesso sia quella più giusta per noi? “Comfort zone” è un lavoro di ricerca del movimento dato da tutte queste riflessioni, da come il corpo e l’ anima reagiscono emotivamente e fisicamente alle raffiche della vita.

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