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DIVENTA RE

Murìcena Teatro

regia Antonio Perna

anno 2021

attori Monica Costigliola, Raffaele Parisi, Antonio Perna, Lucia Rocco

scheda artistica
DIVENTA RE, rilettura teatrale di “Come si diventa re” di Jan Terlouw, nasce da un lavoro di residenza artistica svolto dalla compagnia nel Febbraio 2021. Il progetto, risultato vincitore al Bando “H-Earth” promosso da Teatri Associati di Napoli e Interno 5, mira ad affrontare con un pubblico giovane le delicate tematiche che il romanzo propone. 
Il protagonista, Stark, nasce la stessa notte in cui muore il vecchio re di Katoren. Nel giro di pochi giorni, resta orfano e da un sogno premonitore si instilla dentro di lui l’idea che diventerà Re. 
Mentre Stark cresce, il Regno viene mal governato dai Ministri (Certo, Retto e Buono) interessati solo ai propri affari. Stark inizia un viaggio attraverso i paesi di Katoren (Decibel, Smog, Borgo Truffa, Equilibrio, Bosco Quieto) che lo porta ad affrontare varie imprese, le quali allegoricamente trattano dei problemi che oggi gravano sull'umanità (l’incomunicabilità e la vita attraverso uno schermo, l’inquinamento e il surriscaldamento del pianeta, l’avidità, e la mancanza del senso di sacrificio personale per il bene comune). Venuti a conoscenza dei successi di Stark, i Ministri fanno di tutto per portare il giovane eroe al fallimento, mettendo in pericolo la sua stessa vita. Stark inconsapevole del destino che le parche (Cloto, Lachesi e Atropo), hanno tessuto per lui, terminerà questo viaggio diventando prima uomo e poi re non solo di Katoren, ma anche di sé stesso, maturando saggezza, intelligenza, generosità, umiltà e senso del sacrificio. Il prodotto artistico racchiude diversi linguaggi espressivi e visivi, al fine di materializzare agli occhi dello spettatore un mondo immaginario, catapultandolo in un sogno scenico dalla natura favolistica e onirica. La drammaturgia dello spettacolo si sviluppa grazie alla coesistenza di: utilizzo e trasformazione dello spazio scenico; dialoghi tra i personaggi e partecipazione attiva del pubblico; progetto sonoro; musica dal vivo; linguaggio visivo composto da luci, corpi e oggetti in ombra e proiezioni di disegni con una lavagna luminosa (alcuni realizzati da un gruppo di bambini/e e rilavorati dalla compagnia). Abbiamo lavorato su una messa in scena semplice, lineare, facilmente fruibile e capace di creare e rendere visibile il legame che esiste tra il reale e l’irreale, aprendo di volta in volta una finestra sulle città (ognuna con un suo linguaggio) che il nostro eroe attraversa per compiere le sue imprese. La poetica espressiva utilizzata predilige l’utilizzo delle immagini alla parola, al fine di raggiungere in modo più diretto gli spettatori. Il coinvolgimento emotivo di alcuni bambini autistici, presenti in sala la sera in cui abbiamo ripreso lo spettacolo, e i loro emozionanti riscontri, ci hanno dato prova della forte inclusività dei linguaggi adottati. Raccontiamo la storia di un viaggio utilizzando immagini, suoni, musica, luci ed ombre. E’ la storia di un destino che si compie. Quante volte ci siamo chiesti:"e se tutto fosse già scritto?”

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