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Lucignolo

animali celesti teatro d'arte civile

regia Alessandro Garzella

anno 2018

attori Giulia Benetti, Alessandro Garzella, Francesca Mainetti, Chiara Pistoia

scheda artistica
C'è un lumino, un naso, un cespuglio turchino. Si raglia il burattino perso tra le bugie della sua sorte. Si raglia, liquefatti nello show della resurrezione e della morte. Lucignoli, collusi col tempo in cui gli imbrogli fanno scuola. La corruzione, ben vestita a festa, marcisce testa e cuori. Siamo una tribù di piccoli somari raggirati dagli inganni. Col potere che mette balocchi nelle banche e nei cervelli di tutti noi. Il fantastico racconto del burattino di legno, da viaggio di omologazione al mondo dei normali, diventa show, lotteria, rave dello sballo e della perversione più straziante e cruda. La corruzione gioca con le figure principali del racconto di Collodi. L’opera propone un ribaltamento della prospettiva edificante che caratterizza la visione disneyana di Pinocchio: tutte le figure della nostra storia sono corrotte e sottoposte al male. FATA e MAGO, una strana figura che evoca i ruoli più ambigui del libro, gestiscono lo show che magnifica il trionfo di un edonismo sempre più volgare, mentre PINOCCHIO e LUCIGNOLO proiettano le simbologie degradate dell’artista e dello sfigato: il primo, sedotto dal successo, ambirà ad essere uno dei tanti giullari del potere mentre il secondo finirà per esserne vittima sacrificale, predestinata ad incarnare il ruolo del perdente. La corruzione inquina l’esistenza di ciascuno di noi. Il piacere degrada nella pornografia di una merce sempre più inutile e brutta. Eppure lo show dilaga fino a spettacolarizzare anche la morte. Se Pinocchio è sedotto dall’edonismo che sottomette ogni diversità al consumo, Lucignolo subisce l’impossibilità di una qualunque trasgressione: il perdente, condannato ad esistere, vive tra vizi privi di piacere e ribellioni senza prospettiva. Il paese dei balocchi ha perso ogni fascinazione giocosa, divenendo una macchina pornografica di corruzione e di morte. Eppure in noi c’è un lumicino che ancora balugina dentro. Una piccola fiammella ben nascosta che risplende vita. Talvolta illumina qualche voglia nascosta in fondo al cuore. Spesso sembra affievolirsi fin quasi a sparire. La magia di qualche strega o fata, misteriosamente, invisibilmente, incomprensibilmente, dosa veleni e cure del nostro combattere e sognare. E forse sarà proprio la morte l’unica rigeneratrice di felicità e di vita. Ancora una volta ANIMALI CELESTI propone un’opera che affronta la volgarità dei nostri tempi, evocando il bisogno sempre più assillante di poesia. Si consiglia la visione ad un pubblico adulto.

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