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LUCIGNOLO

Animali Celesti teatro d'arte civile

regia Alessandro Garzella

anno 2019

attori Giulia Benetti, Alessandro Garzella, Francesca Mainetti, Chiara Pistoia

scheda artistica
Si raglia, liquefatti nello show permanente della resurrezione e della morte. Lucignoli, collusi col tempo in cui gli imbrogli fanno scuola. La corruzione, ben vestita a festa, marcisce testa e cuori. Siamo una tribù di piccoli somari raggirati dagli inganni. Col potere che mette balocchi nelle banche e nei cervelli di tutti noi. Il fantastico racconto del burattino di legno, da viaggio di omologazione al mondo dei normali, diventa lotteria della perversione più straziante e cruda. La corruzione liberamente gioca con tutti noi, e, nell'opera, utilizza alcune mitiche figure del famosissimo racconto di Collodi, facendo perno sul ruolo e sulla poesia di Lucignolo. Tutte le figure della nostra storia sono corrotte e sottoposte al male: la FATA, seduttiva e malefica, il MAGO, un vecchio che un po' evoca l'autore e lo stesso Pinocchio, LUCIGNOLO, lo sfigato, né giovane né vecchio, né maschio nè femmina, vittima sacrificale predestinata ad incarnare il ruolo del perdente. La corruzione inquina l’esistenza di ciascuno. Il piacere degrada nella pornografia: siamo merce sempre più inutile e brutta. Eppure lo show dilaga fino a spettacolarizzare anche la morte. Se Mago è sedotto dall’edonismo che tutto sottomette al consumo, Lucignolo subisce perfino l’impossibilità di praticare una qualunque trasgressione: il perdente, condannato ad esistere, vive tra vizi privi di piacere e ribellioni senza prospettiva di rivolta. Il paese dei balocchi ha perso ogni fascinazione giocosa, divenendo una macchina di corruzione e morte. Eppure, in qualche luogo, forse anche in noi, perfino nella perfida Fata, nell'ambiguità del Mago, nella "disperata vitalità" di Lucignolo, c’è un lumicino che ancora balugina dentro la caverna di una qualunque balena o in fondo al cuore. Una piccola fiammella ben nascosta che risplende vita. Spesso sembra affievolirsi fin quasi a sparire. La magia di qualche strega o fata, misteriosamente, invisibilmente, incomprensibilmente, dosa veleni e cure: fin quando c'è un Lucignolo che ancora vive il nostro combattere e sognare. E forse sarà proprio la morte l’unica rigeneratrice di felicità e di vita. Ancora una volta ANIMALI CELESTI propone un’opera che affronta la volgarità dei nostri tempi, evocando il bisogno sempre più assillante di poesia. Si consiglia la visione ad un pubblico adulto.

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