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Il Bunker

La Compagnia dei Masnadieri

regia Jacopo Bezzi

anno 2021

attori Marco Bucci, Dora Macripo' (provvisori, in attesa di sostituzione)

scheda artistica
- LA STORIA - La storia prende il via da una presunta pioggia mortale, e due ragazzi cresciuti in un bunker. Dieci anni di auto prigionia per sfuggire alla morte. Adele e Sasha sono nascosti da quando avevano rispettivamente sedici e otto anni. È lei a essersi presa cura del fratello piccolo, è lei che ha pensato alle faccende quotidiane, a istruirlo, a mantenere viva la sua fantasia di bambino, prima, e di adolescente, poi. Ma le cose non sono mai davvero come sembrano. Piccole domande melliflue iniziano a insediarsi nella mente di Sasha. Come mai le scorte della dispensa non finiscono mai? Di chi è quella voce che proviene dalla vecchia radio che ha alimentato le loro speranze, per dieci anni, di avere un contatto con l’esterno? Là fuori, è davvero la fine del mondo? E la pioggia? La situazione comincia a farsi sempre più ambigua. Per Adele è sempre più difficile stare al passo con la curiosità e le pulsioni da giovane adulto di Sasha. Il ragazzo vuole uscire fuori, scoprire il mondo che c’è oltre quella porta che per dieci anni lo ha tenuto al sicuro da qualcosa che, forse, nemmeno esiste. - LA MESSA IN SCENA - L'allestimento de "Il Bunker" è pensato per un'esperienza totalmente immersiva. Nel momento stesso in cui gli spettatori entrano in sala, lo spettacolo ha inizio. Come se, più che entrare in teatro, si entrasse in un vero e proprio Bunker. L'idea è quella di lavorare sul senso e il significato di claustrofobia: a livello fisico, emotivo e relazionale. Il Bunker non è, infatti, solamente una prigione fatta di pareti, porte chiuse e confini, ma anche di dinamiche emotive strazianti, strette in un rapporto soffocante e patologico fra un fratello e una sorella. Lo spazio della scena diventa casa. Una casa soffocante, disarmonica, in cui ogni cosa è tutto l'opposto di tutto e nulla è davvero come sempre. Gli attori si muovono continuamente sul filo di questa ambiguità, tra giochi di potere e tentativi di ribellione. - ESPERIENZA BINAURALE - Ad arricchire lo spettacolo, l’esperienza del SILENTTHEATRE© - Per un teatro visuale, immersivo, sonoro, un format di Massimo Roberto Beato, Elisa Rocca e Jacopo Bezzi. Una nuova forma di teatro immersivo, una nuova esperienza per gli spettatori, i quali avranno la possibilità di immergersi, indossando delle speciali cuffie, in una straordinaria drammaturgia sonora composta di musiche, dialoghi segreti ed effetti audio binaurali. La partitura sonora sarà parte integrante della vicenda performata nello spazio scenico dagli attori, la cui azione fisica e verbale, darà vita a un racconto visuale che integrandosi con il racconto sonoro trasmesso dalle cuffie renderà l’esperienza per lo spettatore/spettatrice totalmente immersiva e unica. Lo spettacolo, però, ha una sua forza e funzionalità anche senza l'utilizzo del SILENTTHEATRE©, là dove non sia possibile l'utilizzo delle cuffie (teatri con molti posti, ecc), sarà possibile spazializzare la binauralità all'interno della sala teatrale.

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