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Caìvo

Maria Chiara Pederzini

regia Maria Chiara Pederzini

anno 2021

attori Matilde Sgarbossa

scheda artistica
Caìvo racconta una storia vera: un’adolescente affronta il calvario della dipendenza. Caìvo vuol dire nebbia nel dialetto dell’alta padovana. Nebbia dentro e fuori. Ma Caìvo è anche un viaggio nella musica di due generazioni, chi ha avuto 15 anni nel 2000, chi nel 2020. È un percorso sonoro, un cammino nelle atmosfere del Nord-Est, in una nebbia mitologica che scolorisce e incanta. Come se entrassimo nella camera da letto della protagonista, poi in un locale, per strada, nei campi nebbiosi di un inverno provinciale: accompagniamo Xenia nel suo mondo, fino alla fine, immergendoci nell’universo intimo dell’adolescenza. Caìvo nasce come spettacolo pensato esplicitamente per le scuole e in generale per un pubblico giovane: si serve pertanto di un linguaggio pop e accessibile al pubblico che vogliamo raggiungere. Il viaggio di una notte uguale a tante, con un esito tragico, che diventa finestra sul presente per osservare le inquietudini di un mondo nuovo, tecnologico, un tempo in cui incombe ossessivamente la preoccupazione per la propria immagine, la cantilena disperata di un pianeta che incontra il suo termine, l’ossessione per il futuro. La voce di Xenia racconta la paura di affrontare il mondo: non solo la sua solitudine, ma quella di tutti noi. La drammaturgia raccoglie testimonianze di incontri e parole scambiate con gli adolescenti durante anni di laboratori di teatro, pensieri di studenti, voci di conoscenti e di sconosciuti che dopo una lunga ricerca sociologica e umana si fondono in un testo teatrale, trasportato dal racconto musicale che rievoca paesaggi emotivi e passaggi generazionali. Luci led, canzoni pop e rossetti.

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