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CONTA CHE PASSA LA PAZZA

Actstheater

regia FRANCESCO MARIA CORDELLA

anno 2021

attori IRMA CIARAMELLA

scheda artistica
Una donna, ingabbiata in una struttura molto originale, è in azione in uno spazio delimitato da tre punti cardinali, raffigurati da tre personaggi inanimati e rappresentati da tre oggetti simbolici. Ha un appuntamento con una entità sovrannaturale per essere trasportata altrove.Nel suo movimento calcola minuziosamente i passi,le linee e il tempo e,una volta trovato il punto giusto,enuncia una formula che però,dopo tre tentativi,non sortisce l’effetto desiderato.Nei suoi calcoli ha dimenticato le virgole e, come succede nelle equazioni,una virgola sbagliata conduce al risultato sbagliato. Dopo questa iniziale delusione,la donna che poi si scoprirà chiamarsi Gina,comincia a dialogare con Gloria,Veronica e Rosario, gli oggetti-personaggi da cui è attorniata,che comunicano, emettendo suoni derivati dalla loro natura rispettivamente di pentola,caffettiera e coperchio.L’assurdo dialogo si tramuta in un crescendo di svelamenti ,rimembranze ,assenze, improvvise perdite e ritrovamenti di coscienza che conducono la donna a vivere un vortice di emozioni e sentimenti profondamente contrastanti tra di loro. Un conflitto che si risolve nella liberazione dalla gabbia fisica e mentale nella quale era chiusa,disvelando la tragica condizione di alienazione mentale in cui si trova immersa. NOTA DELL’AUTRICE Racconto di una donna che sa di antico, di poesia, di cannella. Sta dimenticando e ha paura di dimenticare ancora. Le hanno detto che un giorno non riuscirà a pronunciare parola, che è malata, che non avrà più memoria di sé. Inventa mondi.Inventa nuove formule. La sua è la storia di un cerchio mai chiuso,nel quale si racconterà ogni giorno, per non dimenticare. E finché ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare, potrà sopravvivere e ricominciare. NOTE DI REGIA Il Mondo occidentale sta vivendo un Tempo in cui lo sguardo verso l’orizzonte mostra un paesaggio desolato dove la linea di confine tra la vita e la morte è sempre più labile.Il Sistema mediatico ha prodotto mezzi che hanno generato spazi e luoghi fasulli in cui è stato modificato il significato dei valori etici,estetici e morali su cui una società evoluta dovrebbe basarsi. Questo ha prodotto spaesamento e disorientamento. Le persone hanno perso improvvisamente il loro radicamento e di conseguenza la Memoria, patrimonio necessario di una comunità matura .Ognuno,a suo modo, ha sviluppato una reazione diversa.I più fragili,i più sensibili si sono “rifugiati” in patologie come depressione,demenza, Alzheimer, o malattie autoimmuni che sembrano essere in netto aumento in questi ultimi anni. Nella mia regia ho inteso ricercare una Forma che potesse ricreare uno Spazio in cui, ricordare e rappresentare si fondessero in una visione della realtà non convenzionale, astraendo il concetto di Tempo ,affinchè la condizione patologica di chi si sente diverso, escluso,perduto o abbandonato potesse essere sublimata attraverso l’inclusione in una dimensione poetica ,certificata dall’astrazione in Universi paralleli.

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