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"VECCHI SI NASCE e io modestamente..."

C.U.T. - Centro Universitario Teatrale di Perugia

regia Roberto Ruggieri

anno 2021

attori Maria Anna Stella

scheda artistica
Con la performance “VECCHI SI NASCE e io modestamente…” prosegue il cammino fabulatorio in solitaria di Maria Anna Stella, che ha preso avvio con “Terrae Motus/Motus Animae”. Stella si interroga ironicamente in merito alla sua pseudo-carriera professionale di attrice, ghiotta occasione per lei di esercitare proficuamente una satira pungente nei confronti delle contraddizioni, delle storture e della distratta autoreferenzialità del routinario dominante sistema produttivo teatrale umbro e italiano, impregnato di falsi sorrisi e di ipocrite ritualità, restio com’è ad accogliere visioni e poetiche indipendenti, rinunciando così alla ghiotta possibilità di rigenerarsi raccontando semplicemente la verità, inseguito com’è da inderogabili esigenze produttive proprie delle artificiose esigenze commerciali date dalla insana e imperante stagionalità teatrale. Al tempo stesso Stella coglie l’opportunità di ripercorrere in cerca di verità i momenti salienti della propria vita, a partire da quando fu concepita e messa al mondo, già vecchia, satura di pensieri e di inquietanti presagi concernenti il futuro. La performance si trasforma così in una riflessione sulla vecchiaia interiore, e quindi sulla morte, sul caso che traccia e costella la nostra precaria esistenza, riunendone i frammenti, sulla sua apparente insensatezza e sulla misteriosa, serendipica ed entelechiale tessitura che sembra occultamente contraddistinguerne il teleologico processo. Martellata incessantemente e senza soluzione di continuità da domande sul senso della vita alle quali si sottopone in modo ironico da sola, da interrogativi impossibili che è andata ponendo in anni di ricerche sul territorio agli abitanti, ossessionata dalla vita che le sfugge continuamente di mano, si inserisce nella cornice visionaria di un teatro estremo, inteso come ‘atto di confessione spirituale’, sulla scia della concezione poetica e drammaturgica elaborata da Roberto Ruggieri al termine del suo percorso professionale. Maria Anna Stella, in un concentrato sinfonico di registri del pensiero e del sentire umano, grazie al suo peculiare modo di scrivere sulla scena, alla forza delle sue parole e dei suoi furiosi e teneri pensieri, ai suoi occhi sbigottiti di poeta, ci fa toccare schegge del suo isolato dolore, e così facendo del nostro: dopo aver tentato di rispondere a questa sequela di domande, nonostante tutto e tutti, pervicacemente in cerca di verità, avverte la sua mente illuminarsi, raccontando quello che vede ‘ora e qui’ mentre le esplode dentro, cogliendo il pensiero che lo spettacolo di cui era in cerca è proprio quello che ha per oggetto e per soggetto se stessa, grazie alla sua confessione che si è andata estrinsecando attraverso l’incontenibile e incandescente flusso verbale, à bout de souffle.

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