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Per una lucciola

La Furibunda

regia Giulia Aleandri

anno 2020

attori Performer: Sonia Alcaraz Sound artist live: Serena Dibiase

scheda artistica
“Ad ogni modo, quanto a me (se ciò ha qualche interesse per il lettore) sia chiaro: io, ancorché multinazionale, darei l’intera Montedison per una lucciola.” Pier Paolo Pasolini PER UNA LUCCIOLA è una pièce al confine tra teatro gestuale e performance per un’attrice in dialogo con un dispositivo architettonico gonfiabile. Un corpo giace a terra su un pavimento di plastica sgualcita. Lentamente la plastica si gonfia e inizia l’interazione tra i due protagonisti. Attraverso dei frammenti di poesia visiva, questa donna ci racconta il suo rapporto con il piacere sessuale, la scoperta di sé, i limiti sociali imposti, lo sguardo degli altri, lo stigma. Seguiamo il suo viaggio in questo ambiente ostile che evolve con lei: dal gioco spensierato dell’infanzia, passando per la scoperta di sé e del mondo esterno, fino alla presa di coscienza dell’età adulta. Per una lucciola ci racconta delle donne che lottano per costruire un altro spazio, un altro punto di vista. Come le lucciole che nonostante tutto continuano a brillare. La teoria pasoliniana della scomparsa delle lucciole sotto la grande luce è l’immagine che abbiamo utilizzato come punto di partenza. Per Pasolini la scomparsa delle lucciole è l’emblema della fine della bellezza nel mondo e della tendenza contemporanea a trasformare ogni essere vivente in un oggetto asservito al potere del consumo. Dal nostro punto di vista le lucciole continuano ad esistere e a lottare contro la luce offuscante della nostra società. La lucciola assume nel nostro racconto la forma di una donna che vive liberamente la propria esistenza e sessualità attraverso il corpo, come simbolo di ciò che resiste e continua a diffondere propria luce. La Furibunda difende l’idea che la libertà e la lotta risiedano nella carne, nel piacere sessuale, nel corpo senza la parola come unico mezzo di espressione. Per la creazione degli elementi coreografici abbiamo fatto riferimento a rappresentazioni artistiche, immagini storiche e pubblicità per studiare gli stereotipi di genere e i codici del linguaggio corporeo. Mettendo queste risorse al servizio della narrazione drammaturgica, abbiamo dato vita a un personaggio che è insieme poetico e grottesco. Il rapporto tra il personaggio e la scenografia - un’enorme struttura gonfiabile - è uno degli elementi cardine del nostro racconto coreografico: la difficoltà dei movimenti, il contatto tra il corpo e la plastica, la manipolazione dell’oggetto. lafuribunda@gmail.com

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