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Notte Bianca

Camilla Brison

regia Camilla Brison

anno 2021

attori Loris Fabiani, Agnese Fois, Angelica Leo, Daniele Natali

scheda artistica
OSPITE: Questa città è l’ideale per qualche giorno. C’è tutto: locali, negozi, chiese, musei, mercati, ristoranti, parchi, tutto. Il mare, la spiaggia, le colline, l’Architettura, la Storia, l’Arte. La gente è ospitale, accogliente per natura. Non è una di quelle città in cui i turisti vengono presi a spallate per strada. Derubati sui mezzi pubblici. Truffati con il conto al ristorante. Chi arriva qui non vorrebbe più ripartire. Qualcosa da fare c’è per tutti. Giovani. Famiglie con bambini. Donne. Uomini. Coppie. Benvenuti. È con questa battuta che si apre Notte bianca, di Tatjana Motta, una promessa che è subito una minaccia. Promessa minacciosa per la coppia di turisti a cui questa viene rivolta dall’Ospite, minaccia promettente per noi lettori/spettatori che non vediamo l’ora che le cose succedano e nel peggio- re dei modi. Lui e lei sono lì. Turisti piccolo-borghesi che si accingono a consumare il Grand Tour o a bere il loro tè nel deserto con la facilità con la quale chiunque di noi può viaggiare dappertutto Ryanair o arredarsi Ikea in un pomeriggio. Il loro ospite è evidentemente straniero in casa sua. Il luogo dove la nostra coppia di protagonisti va a perdersi non è precisato, è una destinazione dove se non ti perdi c’è una chiassosa notte bianca e dove se ti perdi sei straniero tra stranieri in una periferia globalizzata più ancora del centro dei diverti- menti, ma non per questo meno minacciosa, anzi. Naturalmente i nostri protagonisti si perderanno, prigionieri del loro bisogno di perdersi e del loro desiderio di ritrovarsi. E noi ci perderemo con loro. Segui- remo la loro avventura nel normale disguido turistico che li porta sempre più lontani dal centro. La difficoltà metterà alla prova il loro stare insieme per risolverla. Si separeranno. Si perderanno cercandosi a vicenda e noi ci perderemo con loro nella commedia. C’è una coppia dunque che fa un viaggio iniziatico, una sorta di viaggio di nozze non rituale che sembra un purgatorio della loro relazione, un purgatorio nel quale cadere all’inferno è sempre un’opzione possibile. E questo viaggio si fa in un paese straniero. Un paese dove la gente è ospitale e minacciosa, dove l’altro più è socievole e più ti spaventa, dove la gente ti affitta casa perché tu ti diverta e va a stare a casa d’altri ma poi casa loro è allagata e allora ti sistemano da un amico ma non mi fare una brutta recensione. Un paese evidentemente straniero e lontano. Come il nostro. Premio Riccione Per il Teatro 2019

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