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Quarto piano stanza 2

Il Teatro di Alice

regia Federico Vigorito

anno 2021

attori Elettra Zeppi Giancarlo Porcari Con l'amichevole partecipazione di Paolo Celata

scheda artistica
Un noto (indagato) Senatore della Repubblica alloggia in un hotel nel centro di Roma, mentre in aula è in corso la votazione sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Quella stessa notte piomba nella sua stanza Anna, una cameriera ai piani in fuga da un suo superiore che la molesta in cambio della conservazione del suo lavoro. Due individui in antitesi e un’unica stanza, dalla quale uscire sembra impossibile. Il confronto tra Anna e il Senatore è un susseguirsi graduale, frenetico di colpi di scena e confessioni. Sullo sfondo ci sono Il muro della differenza sociale e di genere e una pesante accusa di illeciti ambientali, fardello di una storia viva e incredibilmente originale. Novanta minuti col fiato sospeso che passano in un attimo. O, forse, neanche in una vita. Scritto a quattro mani dall’autrice e attrice Elettra Zeppi, affiancata dall’autore Francesco Imundi, “402” è un thriller a tutti gli effetti: un senatore della Repubblica alloggia in un moderno hotel romano, nella stanza 402, in attesa che venga votata l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti a causa di un’indagine che lo vede protagonista di un grosso illecito ambientale nella cosiddetta ‘terra dei fuochi’. Anna, cameriera ai piani, piomba improvvisamente nella sua stanza per sfuggire alle molestie di un suo superiore che la ricatta in cambio della conservazione del posto di lavoro. I due si ritrovano uniti dal caso a raccontarsi vicendevolmente, in un susseguirsi di colpi di scena che non lasciano un attimo di respiro: da una parte un rappresentante delle istituzioni accusato di gravi crimini contro l’ambiente, dall’altra una donna ‘oggetto’, vessata e sola che si ribella a una condizione d’illegittimità morale e sociale. In realtà, scopriremo che nulla è dettato dal caso, ma è frutto di un disegno ben architettato dalla stessa Anna, novella Medea che si confronta con la violenza e contrasta attivamente l’imperante dominio delle ecomafie sul nostro territorio, nonché un certo tipo di cultura maschile egocentrica e ingorda. Il risultato sarà un sorprendente scacco matto a quello che si scoprirà essere il colluso coprotagonista della vicenda, defraudato per sempre dalla sua bolla di protezione e di tutti i suoi privilegi da chi – sulla carta – non aveva alcun potere. Una persona, anzi una donna, del tutto comune ma che non si lascia intimidire e combatte per il suo amore e per offrire una opportunità di riscatto a territori martoriati dagli scandali ambientali. Nella stesura di “402” gli autori si sono chiesti: esiste un momento ben preciso e premeditato in cui tutto converge? La risposta è stata affermativa ed è nato questo testo, una “stanza” in cui il racconto diventa azione continua, un unico luogo in cui la vita raggiunge il suo apice e ne discende in modo ineluttabilmente naturale. La scelta stilistica ha lo stesso impatto adrenalinico delle attuali serie tv/film action e crime, mantenendo intatta la veridicità della vicenda.

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