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Tender Napalm

Egum Teatro

regia Simona De Sarno

anno 2021

attori Federica Cinque e Alessandro Mannini

scheda artistica
Tender Napalm di Philip Ridley esplora una realtà di forte impatto emotivo mescolata ad immaginari di sesso, di violenza e di fede, dove il vissuto dei personaggi si intreccia con le loro difficoltà, ma anche con la loro costante necessità di conoscere e conoscersi. È un testo esplosivo e brutale che, attraverso un linguaggio fortemente poetico, ripercorre il rapporto di un Uomo e una Donna, di cui non conosciamo i nomi, ma che portano con sé un’istanza universale. La loro storia viene ricostruita nel corso del dramma attraverso la loro memoria e la loro immaginazione. Come da titolo, c’è una costante miscela di tenerezza e violenza, che fa immergere lo spettatore in scenari apocalittici, in un’isola tropicale sconvolta dallo tsunami, minacciata da mostri marini, alieni e scimmie. Si incontrano nel modo più romantico che si possa immaginare, ma devono confrontarsi con il Napalm, a poco a poco intuiamo il loro tentativo di espiazione e catarsi, per evadere da un lutto che ha cambiato totalmente le loro vite. L’Uomo e la Donna si colpiscono costantemente, non per distruggersi l’un l’altro, ma per affrontare il disastro che li circonda e uscirne più forti. L’uno è necessario all’altro, ma al contempo tempo l’uno è il lutto dell’altro.L’urgenza di mettere in scena un testo così complesso e stratificato come Tender Napalm nasce dalla necessità di noi, giovane gruppo, di confrontarci con un linguaggio estremamente poetico e brutale, che scava nel rapporto di una giovane coppia privata di qualunque speranza, dopo la morte della loro figlia. Per quanto possa essere distante dalla nostra quotidianità, non è così distante dalla nostra percezione di mondo. Avere dei sogni e delle speranze, credere in qualcosa e scegliere di investirci fino in fondo, in un momento storico così complesso, è molto spesso avvilente. L’idea di poter costruire una realtà nuova è spesso minacciata dal timore che possa venirti sottratta da un momento all’altro, dalla difficoltà di avere un dialogo con la generazione precedente, dal non sentirsi ascoltati. Il testo ci suggerisce che è dunque necessario partire da quello che si ha, o meglio, da quello che ci è stato lasciato e tentare di ricordare, di ritrovare e di recuperare la Bellezza, con tutte le sue rughe e le sue cicatrici, che la rendono ancora più viva. Ci siamo chiesti cosa può significare per una coppia perdere un figlio, cosa può significare vedersi crollare tutto quello per cui fino ad allora avevi combattuto, a causa della guerra, della violenza, della fede, del sesso, del potere, della politica, della storia. Quando lo spettatore entra in sala, l’azione scenica è già in corso, l’immagine iniziale è quella di un uovo, formato dai corpi dei due personaggi, che sembrano fusi tra di loro. Luci intermittenti covano l’uovo e creano una sorta di incubatrice. Sentiamo le onde del mare (tender), che a mano a mano diventano bombe (Napalm) fino allo scoppio finale, quello della morte della loro figlia

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