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MONNA LISA MON AMOUR (QUANDO HO RUBATO LA GIOCONDA)

Il Giardino Delle Ore

regia SIMONE SEVERGNINI

anno 2021

attori SIMONE SEVERGNINI

scheda artistica
Dopo il successo dello spettacolo Leonardo, diverso da chi?, continua il lavoro di approfondimento di Severgnini e Il Giardino delle Ore sul genio italico, questa volta partendo da uno spunto di cronaca di inizio secolo. Il fatto avviene nel 1911 quando Vincenzo Peruggia, restauratore italiano, ruba il dipinto più famoso della storia: Monna Lisa, Il Quadro per eccellenza. Forse il furto d’opera d’arte più famoso della storia. Monna Lisa Mon Amour vuole essere quindi un modo leggero e distaccato di guardare ad alcuni stereotipi del nostro Paese che forse sarebbe tempo di sradicare, per poter coltivare qui le tante qualità obbligate a migrare per trovare sostegno e spazio; un’occasione per raccontare un po’ la storia di Leonardo e della Gioconda; per continuare ad approfondire il lavoro di questo nostro grande genio. “È loro. No, è nostra!” Sono i francesi che ce l’hanno rubata? È colpa di Napoleone che razziava arte durante le sue campagne? Oppure è stato davvero un regalo di Leonardo ai francesi? Perché in fondo questa è un poco anche la storia di un intramontabile campanilismo, che solca un millennio di rivalità con gli storici vicini di casa transalpini; e che sembra essere uno dei tratti tipici dell’italianità e anche dell’essere francesi; di un modo di pensare che non vuole prendere atto del fatto che la Gioconda sia un quadro simbolo dell’Italia (in quanto simbolo del Rinascimento, forse la corrente artistica più famosa della storia) e anche delle Francia (in quanto icona del museo più famoso al mondo, il Louvre). Una storia d’amore, tra un operaio e Monna Lisa. Una giallo che rimarrà irrisolto per due anni. Una beffa che all’inizio sembra solo uno scherzo, poi si scopre essere una terribile scomparsa, e alla fine si rivela solo un grande spavento; che permetterà alla Star Gioconda, di fare la sua prima e unica tournée italiana, venendo esposta a Firenze e a Milano con enorme successo di pubblico, nel suo viaggio verso casa, ahinoi fuori dall’amato suolo italico. Anche Peruggia è un cervello in fuga, come Leonardo del resto, obbligato a spostarsi in Francia per trovare il sostegno necessario al suo lavoro. Già a quel tempo non riuscivamo a trattenere i cervelli migliori? Da quanti millenni è iniziata questa tanto chiacchierata fuga dei cervelli?

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