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Presente!

Traverso Teatro

regia Traverso Teatro

anno 2020

attori Davide Albanese, Diego Delfino, Marcella Faraci, Giorgia Forno, Giuseppe Monastra, Michele Onori, Martina Scordino

scheda artistica
Un'isola di sedie coperte da un cellophane al centro di un palco vuoto. E poi lo svelamento e l'inizio di un gioco. “Presente!” è il gioco della vita, rispolverato dalla soffitta. E' testimonianza vissuta, non semplicemente evocata o ricordata; è riflettore puntato sulla vita nel suo sviluppo e divenire, su esseri umani che si muovono, si incontrano, vengono a patti, si ribellano. Questa ricerca nasce dall'esigenza di entrare in rapporto con qualcosa che ha lasciato squarci in tutti noi: il mondo dell'infanzia, che è quello della scuola, delle cose non dette o dette male. I personaggi si scambiano tra loro, perché in quanto esseri umani possono scegliere. Sono consapevoli del fatto che crescere significhi aver la libertà di sbagliare. Il loro muoversi sul palco serve a dirci che tutti possiamo essere qualunque cosa, fare della vita ogni uso: ciò che conta è cosa davvero ci spinge avanti, cosa smuove, quali sono i desideri di ciascuno, a cosa si deve rinunciare lungo la strada, di cosa ci si pente, cosa si ricorda. Vogliamo mettere in comunicazione momenti diversi della vita delle persone, che è come far parlare parti diverse di sé; mostrare come all'inizio siamo tutti uguali, deboli in forme diverse, e come ciò che ci circonda ha potuto condizionare il nostro modo di esprimerci. La necessità di questo spettacolo è scavare nell'animo dello spettatore, stabilire un contatto costante, profondo e multiforme con il pubblico. E' diretto a tutti, al bisogno che abbiamo sempre di accusarci, colpevolizzarci, giustificarci, nasconderci, amarci e odiarci. “Presente !” è un lavoro di immaginario. E' frutto di mescolamento, di confronto, di unione, di diversità. L'obiettivo è sempre l'essere umano, che nel corso della propria vita mantiene in sé costantemente una prospettiva futura insieme a una passata (una retrospettiva). Sulla scena viene continuamente proposto un incontro, uno scambio sempre diverso, che ha migliaia di combinazioni differenti. Abbiamo unito esperienze, punti di vista, abbiamo scritto storie. I testi hanno incontrato le immagini, create in situazioni collettive di improvvisazione e condivisione di spunti e di flussi. Non si tratta semplicemente di sovrapporre parola scritta a movimento corporeo, ma di instaurare un legame tra due linguaggi che si integrano e si fondono, e inevitabilmente si trasformano.

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