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Le Supplici

Elucidario

regia Salvatore Scotto D'Apollonia

anno 2019

attori Andrea Liotti, Arianna Sorrentino, Claudia d'Avanzo, Eleonora Longobardi, Luigi Adimari, Maria Francesca Duilio, Salvatore Scotto D'Apollonia.

scheda artistica
Le Supplici è un’opera di nuova drammaturgia per sette attori della durata di 50 minuti, che riscrive la tragedia di Eschilo mettendo al centro il tema dell’accoglienza e coinvolgendo il pubblico in forma interattiva. Salvatore Scotto D’Apollonia traduce il testo incompleto originale e lo traspone nel suo personalissimo modo di far versi. Le musiche originali e la forte ritmicità del coro richiamano l’aspetto rituale e viscerale del mondo antico, mentre il linguaggio attuale e la rottura di determinati schemi offrono uno sguardo contemporaneo sul dramma vissuto da coloro che richiedono asilo e coloro che si trovano ad affrontare il timore del diverso. Nel dover fornire un’identità a un gruppo di supplicanti d’oltremare, il gruppo si è interrogato sulla rappresentazione della diversità e sullo smascheramento della stessa. Nell’opera originale il gruppo di Supplici viene democraticamente e in maniera immediata accolto dalla popolazione tutta. Per questo abbiamo deciso di offrire allo spettatore la possibilità di scegliere. Il pubblico diventa il popolo rappresentato dal Re Pelasgo, il quale chiede esplicitamente di effettuare una votazione. In base al responso, lo spettacolo prenderà direzioni diverse. NOTE DI REGIA E DRAMMATURGIA Su quanto i classici in quanto tali riescano a raccontare l’uomo in ogni epoca, si sprecano saggi e trattati. Nel caso specifico del dramma antico de Le Supplici, mi sono reso conto che la questione verte non tanto su cosa siamo, quanto su cosa siamo diventati. E la questione va posta in senso attivo, ricercando un accadimento sincero per aprire varchi nella coscienza di quelli che interpretano e di quelli che guardano, che in questo caso sono chiamati ad agire concretamente e a decidere l’evolversi degli eventi. Parlando della forma epica del dramma, Brecht diceva che bisognava stimolare lo spettatore all’attività, porlo di fronte a qualcosa e, in qualche modo, “costringerlo” a una decisione: lavorando ci siamo accorti di non poter prescindere da tutto questo, che le Supplici devono fare la loro domanda all’assemblea del pubblico, udirne la risposta. E se il dramma si consuma ugualmente poco importa: è un testo che parla di scelte, ed è solo attraverso le scelte che c’è accadimento; è la richiesta di una scelta, di una risposta a una supplica che dà il via all’azione. Le Supplici fanno tale richiesta in maniera spietata, senza dietrologie di sorta, frontalmente, ponendosi in confronto dialettico – e non solo – con i cittadini e il loro portavoce Pelasgo: si aspettano e meritano una risposta che sia vera, che sia azione drammatica. Al fine di portare il pubblico con noi, di muoverlo con noi e di farlo respirare insieme a noi, abbiamo optato per una traduzione che rispetti musicalità di verso e prosa, una scrittura fatta di battiti e fiati attraverso i quali ci proponiamo di creare un basso continuo che faccia da legame tra scena e pubblico/assemblea. Salvatore Scotto D’Apollonia

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