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Cartùn

Teatro Menzatì

regia Vito Antonio Valentino Ligorio

anno 2015

attori Angela D'Urso Domenico Felle Gabriele Cavallo

scheda artistica
Cartun Ovvero: la felicità è inevitabile, per ognuno di noi. Con Angela D’urso, Domenico Felle, Gabriele Cavallo Regia e ideazione V.A.Valentino Ligorio.
 Dramaturg Valeria Simone.
 Musiche composte e suonate dal vivo da Gabriele Cavallo. L’idea. Cartùn è uno spettacolo per bambini nato da una sperimentazione che la compagnia ha avviato nel 2015, con l’obiettivo di definire un linguaggio scenico originale, che fondesse al suo interno diverse tecniche e discipline artistiche, al fine di raccontare storie originali contemporanee adatte ad un pubblico di bambini ma anche di adulti. Abbiamo, in questo modo, creato uno spettacolo che pone la questione dell’importanza del gioco per un bambino. “Giocare è una cosa seria” diceva Munari. Ma che cosa fa un bambino mentre gioca? La storia. Con lo spettacolo “Cartùn” vogliamo provare a dare una delle possibili risposte a questa domanda, una sola. Un bambino mentre gioca costruisce se stesso nel contesto che abita. Forse sarebbe meglio dire: ri-costruisce. Quello che mostriamo in questo spettacolo è l’elaborazione e la rielaborazione immaginifica che un bambino realizza durante il gioco, al fine di posizionarsi giustamente, con gioia, all’interno del mondo stesso. Diciamo così: mentre gioca un bimbo si sperimenta. Sperimenta un modo e un mondo leggermente diverso da quello reale, lo rischia: rischia di riposizionare i rapporti fra le cose e le persone per trovare la gioia. Nel nostro caso il nostro bambino rischia il contesto della sua famiglia, al fine di recuperare la gioia nell’ essere lui parte di questa famiglia.Lo spettacolo mostra solo e precisamente questo gioco di riposizionamenti. Senza rivelare la realtà (la famiglia), mostra solo un gioco che la mette (la rimette) in questione. Il percorso artistico intrapreso e la commistione di linguaggi sperimentata nel tempo, ci hanno indotto a rinunciare alla parola come strumento di narrazione e di preferire alcuni linguaggi non verbali - come la musica, il linguaggio del corpo, la manipolazione di materiale di recupero (il cartone) - per raccontare la nostra storia. Il protagonista principale è un musicista- bambino che, giocando, ricostruisce e ricerca il proprio passato, i genitori, la propria felicità.
 Uno spettacolo muto dove la musica, come un regista in scena, evoca, anima cartoni pieni di ricordi, materializza immagini, intreccia e re- intreccia i destini di una famiglia scomposta e ricomposta grazie al potere dell’immaginazione. In sintesi Su di una scena mobile, costruita interamente da cartone grezzo, e che definisce di volta in volta gli spazi di gioco, il protagonista, evoca i luoghi della sua infanzia e i suoi genitori: due attori che attraverso un gioco di occultamenti e rivelazioni mute, lo conducono a rivendicare la gioia di essere figlio benché qualcosa, probabilmente, si è spezzato per sempre. Uno spettacolo che parla dell’uomo contemporaneo, con semplicità, comicità e poesia. spettacolo muto 
 età: dai 4 anni per tutti

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