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Questa lettera sul pagliaccio morto

tEATROMEMORIA

regia Davide Pascarella

anno 2020

attori Paola Senatore Chiara Dello Iacovo

scheda artistica
*IMPORTANTE:* QLSPM si regge su due presenze sceniche, l'attrice Paola e la musicista Chiara. La musica di C. viene suonata dal vivo, si modula sul racconto di P., è speciale e viva soprattutto perché C. è pure attrice, conosce i respiri della scena. A causa dell'epidemia da Covid19, purtroppo, abbiamo dovuto registrare il video in zona rossa, e per la prima volta C. ha dovuto comporre delle tracce audio statiche, perché bloccata ad Asti. Lo spettacolo sarà sempre con C. in scena, dal vivo. * "Le vite degli altri. Come fossero uno specchio per comprenderci. Ma come raccontare l'esistenza di uno sconosciuto, evitando di lasciarsi sopraffare dal peso della responsabilità? Se lo domanda la giovane macchinista sul treno che ha appena travolto Zebbo Brkyglash, clown senza patria e senza famiglia. In bilico sul monociclo, si è fatto ammazzare. E ora lei cerca di rimettere insieme le tessere di un mosaico che non può lasciarle vivere la stessa vita di prima. " Diego Vincenti, Il giorno Arriva, un giorno, un pagliaccio su un monociclo che corre contro il nostro treno. E noi ci accorgiamo che non siamo mai stati. Tanti pagliacci e tanti monocicli camminano intorno a noi. Ognuno ha qualcosa da urlare. Ognuno non ha niente da perdere. Questo testo racconta la vita di un personaggio inventato, senza sentire mai la necessità di dover dire che è inventato. Racconta di un essere umano che riceve il compito di raccontare l’intera vita di qualcun altro, e di come quest’essere umano prende sulle sue spalle questo compito enorme. Racconta della vita di un uomo nelle parole di chi lo ha conosciuto giusto il tempo necessario di farsi raccontare la sua vita, e poi morire. Non so dire se è una storia di umanità, di fratellanza, se è una “storia delle storie”, se è una storia “di un uomo” con qualche sfumatura della storia “dell’Uomo”, ma so che è una storia che ha a che fare col senso primigenio di ciò che è il “fratello”. Con questo primo lavoro, cerco di interrogare me stesso prima ancora che la scena, e poi cerco di interrogare la scena con la stessa innocenza di quando interrogo me stesso. Qual è il senso del racconto? Se ti racconto una cosa posso cambiarti la vita? Ha senso che una cosa debba essere “vera” per significare? Cosa porta le persone a scegliere di morire? Cosa racconta di noi nonostante noi? Com'è possibile che le cose “finte” ci trasformino? Come fanno le cose poetiche a essere dette facendosi concrete? Come possono comunicare fra loro le cose immensamente grandi, come l'universo, e immensamente piccole, come una carezza? Queste domande le pongo al mio testo e le lascio a macerare come un humus, o a evaporare, aspettandomi che piovano sulla mia testa ignara nei momenti inaspettati, mentre insieme cerchiamo di interpretare la storia di due personaggi diversi ma con una direzione – purtroppo – comune. A volte ci vuole una vita intera per capire il sole che sorge. A volte ci vuole la morte di un pagliaccio tra le tue braccia per capirlo anche tu.

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