Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Donne

Tedacà

regia Simone Schinocca

anno 2020

attori Valentina Aicardi, Francesca Cassottana, Silvia Freda

scheda artistica
Universo femminile specchio e anima della nostra società, femminilità vissuta nascosta nel tempo e nella storia. Donne che hanno combattuto guerre, fatto rivoluzioni, che sono state mamme, lavoratrici, eroine, campionesse e casalinghe. Azioni troppo spesso dimenticate. Durante la resistenza più di 35.000 donne hanno preso parte a scontri armati, e ancora di più alla resistenza non armata, rischiando la vita per fare staffette, distribuire stampa clandestina, ospitare e assistere partigiani. Il ‘900 viene chiamato il secolo delle donne e questo spettacolo è un viaggio lungo il percorso di emancipazione e vittorie – come il suffragio universale del 1946. Questo viaggio, che usa l’ironia come strumento di rappresentazione, s’incupisce quando affronta il tema della violenza. Violente sono le norme che davano ai tribunali il potere di decidere il grado dello stupro tramite aberranti spiegazioni, volte a misurare se il rapporto era completo o un semplice atto di libidine, senza considerare i danni psicologici della vittima. Oppure leggi come l’articolo 544 del Codice Penale che permetteva allo stupratore di non scontare alcuna pena grazie alle nozze riparatrici. L’opera alterna piccole vicende di singole protagoniste a situazioni condivise, come la vita delle immigrate che lasciano il paese di origine per seguire i propri uomini. Ma anche delle lavoratrici che subiscono condizioni estenuanti e che hanno lottato per ottenere una vita più dignitosa: le gelsominaie, ricercate poco più che bambine per le loro dita capaci di cogliere questi fiori delicati; o le braccianti meridionali che con il “poscia” – una sorta di grembiule a sacco – arrivavano a raccogliere 15 chili di olive in un solo trasporto. Lo stesso poscia che le donne bruciarono in piazza perché definito strumento di tortura; o anche le mondine piemontesi, le prime donne a lottare per una giornata lavorativa di sole otto ore. Donne è uno spettacolo che diventa racconto di piccole e grandi storie, si trasforma in partecipazione per traguardi raggiunti, lotte e sacrifici sopportati, terminando con il gioco delle “prime donne”: ovvero tutte le donne che sono riuscite ad abbattere un pregiudizio infondato. Da Alfonsina Strada, prima e unica donna a gareggiare con gli uomini nel Giro d’Italia ad Alessandra Germi, prima donna pubblico ministero, da Angela Gasparini prima donna vigile a Roma a Lella Lombardi, prima pilota di Formula Uno, da Tina Anselmi prima donna ministro, a Nilde Iotti prima donna presidente della Camera dei Deputati – ufficio che conservò per 13 anni, guadagnandosi il rispetto di tutti i partiti. Lo spettacolo è il riallestimento totale di una produzione precedente. Nel 2020 la compagnia ne ha voluto riadattare in maniera sostanziale drammaturgia e messa in scena, aggiungendo conquiste recenti e dando un taglio più contemporaneo. Nonostante sia quindi una sorta di sequel, Tedacà ha deciso di mantenere inalterato il titolo per portare avanti l’obiettivo primordiale del progetto.

Visualizza la scheda completa su SONAR