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I GIUDIZI DEGLI ALTRI

Tomax Teatro

regia ALICE DE TOMA

anno 2020

attori MAX GIUDICI REINA SARACINO ALICE DE TOMA MICHELE MANENTI

scheda artistica
Lo spettacolo “I giudizi degli altri” è tratto da storie vere. Racconta la storia di tre solitudini, frammenti di umanità appesi allo stesso filo. La Follia esce dalle pagine del celebre “Elogio” di Erasmo da Rotterdam per incontrare sul palco le anime di Alda Merini, Sarah Kane, Vaslav Fomich Nijinsky. Tre sensibilità che hanno solcato il panorama artistico del novecento, rispettivamente nella poesia , nel teatro e nella danza. Tre solitudini parallele che in diversi paesi hanno percorso le medesime orme in una folle ricerca d’amore e di accettazione. Tre personaggi che hanno conosciuto la realtà del manicomio, condannati a vagare nel girone della vita con una etichetta che era stata loro assegnata. I tre personaggi trovano nell’arte la salvezza, una guaina protettrice di quei caratteri meravigliosi che già nel 1509 Erasmo da Rotterdam metteva a fuoco nel suo “Elogio della Follia”, a dispetto della mortale normalità. SINOSSI Sarah, una giovane ragazza internata in un istituto psichiatrico, si innamora del suo medico, unica persona che le abbia mai prestato attenzione, ma in cambio non riceve che prescrizioni di psicofarmaci e nuove cure. Così comincia a scrivere, per sfogare quella disperata ricerca d’amore che non trova casa. Vladi è un uomo sposato dalla sensibilità straordinaria, ma è proprio questa sensibilità, che lo porta a parlare con la natura e con Dio, a preoccupare sua moglie. Sentendosi giudicato Vladi diventa aggressivo, intrattabile e verrà internato. Alda trova in manicomio un riparo da quella “non socialità” che fuori le distrugge l’anima, e si rifugia nella poesia per evitare l’annientamento della propria umanità. Vladi, Sarah e Alda diventano compagni di viaggio e accomunati dalla passione per la scrittura scrivono cercando nella carta bianca una comprensione che altrove non riescono a trovare. Tre anime condannate a vagare nel girone della vita con una etichetta che è stata loro assegnata, lottano per nascondere, soffocare o rivendicare ciò che li rende diversi, unici. I giudizi degli altri li risucchiano, li condizionano, li PLASMANO. Giudicati dagli psichiatri, dagli psicologi, dagli amici e dai parenti, dai “normali” insomma. E il disagio aumenta. E’ un vortice a risucchio continuo. I tre vengono travolti da una danza con la follia che, in un ibrido tra realtà e sogno, dona loro la libertà. PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI Vaslav Fomich Nijinsky, (Kiev, 12 marzo 1890 – Londra, 8 aprile 1950) il ballerino russo più famoso del novecento, scrive nei suoi diari di sentire la voce della natura e di Dio, di comprendere un sentimento sconosciuto agli esseri umani. Sentendosi non compreso la frustrazione sfocia in aggressività e viene internato. Sarah Kane, (Brentwood, 3 febbraio 1971 – Londra, 20 febbraio 1999) drammaturga britannica morta suicida nel 1999, si toglie la vita al termine della scrittura di “Psicosi delle 4.48”, orario in cui in cui secondo le statistiche avviene il maggior numero di suicidi Una drammaturgia sco

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