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Jehanne X

Paolo Pintabona

regia Paolo Pintabona

anno 2020

attori Roberta Giordano

scheda artistica
Dagli atti ufficiali del processo di condanna di Giovanna d’Arco nasce Jehanne X. Lo spettacolo muove un’indagine che supera la figura convenzionale dell’eroina medioevale per analizzare la condizione dello squilibrio dell’essere umano contemporaneo: la storia di Giovanna d'Arco è narrata come un percorso di crescita e di consapevolezza di una donna come le altre. Mentre il pubblico entra in sala Jehanne è sola in scena e gioca con uno spago su cui sono legati i fogli nei quali è solita scrivere il suo nome; ammicca verso gli astanti, salutando e mettendosi in mostra; cerca di pronunciare il suo nome, ma non ci riesce. Quando si spengono le luci di sala il personaggio esplode con una narrazione frenetica e dai tratti compulsivi. Il racconto è diviso in tre blocchi distinti: un prologo in cui la protagonista si presenta al pubblico e riassume la sua storia, il racconto dell’infanzia (dominato dalla presenza delle voci e delle storie di Giovanna d’Arco bambina) e infine il processo che comprende la condanna e la morte sul rogo. La scenografia è caratterizzata da fogli bianchi, legati insieme da uno spago, sparsi ai lati della scena e posizionati come a formare un arco sul pavimento; su questi fogli Jehanne, nel corso della vicenda, scrive il suo nome e la sua storia cercando di affermare la propria identità. Due altari, in cui sono appesi un abito da uomo e un altro da donna, si trovano ai lati della scena in prossimità del proscenio e un terzo, costituito da un tronco d'albero in cui è inserito un bastone, è posizionato sul fondo. Fisicamente l'attrice lavora sulla contorsione gestuale e su una mimica facciale sopra le righe, storcendo braccia e gambe e aprendo il corpo come per farsi notare. Tutto è racchiuso in un’atmosfera di agitazione: l’attrice si muove rapidamente tracciando una grande X sul palco e porta la voce come se parlasse alla folla rumorosa dei membri dell’inquisizione che la stanno giudicando. Le sue azioni appaiono come uno sfogo fisico, una liberazione dalla costrizione del mondo circostante. Gesti rapidi e lanciati nel vuoto mostrano un frenesia quasi folle, che aumenta gradualmente nel corso dello spettacolo. Sullo sfondo della vicenda aleggia l'idea della sconfitta e della morte, ma anche della necessità di combattere e di sopravvivere alle avversità. Non esiste connotazione temporale: Jehanne è semplicemente una donna che cerca di farsi accettare da un mondo che non la comprende; potrebbe essere una sognatrice, che crede in una realtà diversa dalla propria, un’attivista o un’artista, una lavoratrice dello spettacolo o una scrittrice freelance che il mondo contemporaneo guarda con pregiudizio, supponenza e superficialità. Jehanne potrebbe essere un genio incompreso come tanti della storia, una delle tante donne che cercano di emanciparsi in un mondo di soli uomini o semplicemente essere una vera pazza.

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