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La confessione

AMT Pescara

regia Silvano Torrieri

anno 2020

attori Davide Pinto, Giorgio Maria Zobel, Benedetta Tieri, Giorgio Panebianco, Cristian Torrieri, Silvia Monasterio e Silvano Torrieri.

scheda artistica
Il melo: l’albero della conoscenza. Sotto il suo fogliame viene commesso un crimine e tutti i personaggi principali sono costretti, così come fu per Adamo ed Eva, ad aprire gli occhi sul bene e il male. Ma che cosa sono in realtà il bene e il male? Quando finisce l’uno e inizia l’altro? E ciò che è bene per qualcuno deve esserlo necessariamente anche per gli altri? In La Confessione il crimine commesso sotto al melo dà inizio ad una serie di reazioni a catena che porteranno ogni personaggio a scegliere, ognuno in modo unico e personale, ciò che è giusto e ciò che non lo è. I sette personaggi principali, che si confessano con lo stesso frate, raccontano la propria storia in un modo che porta il pubblico a comprendere le ragioni di ognuno così da spingere il pubblico stesso a spostare costantemente il confine fra il bene e il male. La storia racconta del tristemente noto problema della pulizia etnica, dello stupro di guerra e delle problematiche a esso collegate quali l’aborto e il dialogo fra le religioni senza però giudicare a priori e lasciando alle parti in causa la possibilità di spiegare le proprie motivazioni. Due sorelle vengono stuprate dai soldati sotto ad un melo, entrambe restano gravide ma prendono strade molto diverse. A parte due personaggi, Frate Francesco e Maddalena, gli altri non hanno un nome proprio e sono identificati attraverso il proprio lavoro (il dottore, il soldato) o tramite il legame che hanno con Maddalena (la sorella, il padre, il nonno). Questa scelta sottolinea il significato simbolico di ciò che rappresentano in quanto, in fondo, che cosa c’è in un nome? Se quella che chiamiamo rosa avesse un altro nome non profumerebbe altrettanto dolcemente? D’altra parte, però non stupirebbe vedere il frate della nostra storia – che ascolta, consiglia, cura le ferite dell’anima – parlare con gli animali o curare i lebbrosi e allora il parallelismo con san Francesco è persino troppo evidente. L’altro personaggio dotato di nome proprio è una delle due sorelle violentate e che, contro tutto e contro tutti decide di tenere il frutto del proprio ventre. La sua è una scelta molto difficile, ma è una scelta che nessun altro personaggio ha il diritto di giudicare così come non l’avevano coloro che volevano scagliare le pietre contro Maria di Magdala. La sceneggiatura rispetta le unità aristoteliche di tempo, spazio e azione; l’azione è, infatti, una, il tempo mantenuto nelle 24 ore e lo spazio è ristretto al confessionale. È però importante precisare che tempo e spazio non sono appositamente specificati poiché la storia potrebbe già essere accaduta o potrebbe succedere di nuovo in Bosnia come in Iraq, in Rwanda come in Darfur.

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