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Tana libera tutti

associazione culturale arteviva

regia Michele Ciardulli

anno 2018

attori Paolo Vicentini e Iesus Maria Lezameta

scheda artistica
“Cosa vuol dire casa? Cosa rende casa mia, proprio casa mia? Ci hai mai pensato? E se un giorno fossi coatretto a dirle addio?” Liberamente Ispirato al libro “Nel Mare ci sono i Coccodrilli” di Fabio Geda, in questa Fiaba si parla di un ragazzo, di nome Jamal, che ha un sogno: essere libero di sognare. Per colpa degli uomini lupi è costretto ad abbandonare la sua casa e la sua famiglia. Questa è la storia del suo viaggio. Di montagne pericolose, di massi che stritolano, di onde alte che scuotono con forza. Jamal incontra difficoltà, anche molto grandi, che riesce a superare solo grazie alla sua caparbietà ed alla sua voglia di vivere. Durante questo viaggio incontra degli amici insieme ai quali riuscirà a raggiungere una terra dove è ancora possibile essere liberi e dove gli uomini lupo non possono raggiungerli. “Se Nasci in Afganistan, o in Nigeria, o in Albania può capitare, anche se sei un bambino, che la tua vita sia molto dura e che il tuo spirito d’avventura, la speranza di una vita migliore, la necessità di scappare e i casi della vita, ti spingano a partire, a lasciare la tua casa e le tue sicurezze, e diventare adulto con una velocità che non ti saresti aspettato. In un modo che in occidente non riescono neanche a pensare” NOTE DI REGIA Tana libera tutti è stata una grande sfida per la compagnia Arteviva. Volevamo raccontare una realtà difficile e molto distante da noi (tanto da non poter essere nemmeno immaginabile). Per nostra fortuna, pur vivendo difficoltà, in Italia abbiamo avuto la possibilità di poter “quasi” dimenticare cosa voglia dire veramente la poarola guerra. Cosa sia il male e la crudeltà. Cosa voglia dire sopravvivere. Il concetto stesso di rifugio, di aiuto, di empatia rispetto alla condizione altrui è conseguenza naturale della reale conoscenza e apertura verso un mondo molto più grande della notra casa. Crediamo che sia importante raccontare questa storia ai ragazzi perché per poter immaginare un mondo miglione prima bisogna saper formare persone migliori. I ragazzi hanno dentro di loro il seme del futuro e l’apertura mentale nessaria a comprenderne anche gli aspetti più umani. Per poterlo fare abbiamo scelto la chiave della fiaba che universalizza i contenuti e stempera gli aspetti più duri. Vogliamo infatti che la spinta alla vita del nostro protagonista sia un segno positivo e, allo stesso tempo, essendo un loro coetaneo, una metafora che possa far comprendere quanto siamo fortunati e quanto sia importante non giudicare troppo superficialmente la storia di chi non conosciamo.

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