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I Cinque Scapestrati

Riddadarte

regia Cesare Galli

anno 2017

attori Cesare Galli

scheda artistica
Genitori esasperati, un figlio scavezzacollo, fughe dalla provincia, amici incredibili e ovviamente scapestrati, città da esplorare e regni da strappar via a principesse capricciose e saltimbanche: un'avventura picaresca che abita il teatro, nel gioco scenico di un attore che si fa in cinque e di un musicista che vale per tre! Il viaggio dei protagonisti ci racconta di un mondo solidale, in cui ciascuno usa il proprio talento per la salvezza e il divertimento comuni. Il patrimonio popolare pugliese ci regala una storia di indipendenza e di sfida, in cui cinque amici trovano la forza nell'unione delle diversità, scoprendo un senso nuovo per le loro vite. Il giovane Magliese, cacciato di casa dal padre, che non ne può più delle sue bravate, se ne va verso Napoli con cento ducati in tasca. Lungo la strada incontra cinque strani personaggi, che si rivelano capaci delle imprese più incredibili. Ciecadritto, dalla mira infallibile, Orecchialepre, che riesce a sentire ciò che si dice dall’altra parte del mondo, Folgore Saetta, più veloce di un fulmine, Forteschiena, che con una sola mano può portare il castello di un re, e Soffiarello, dalla cui bocca può uscire ogni sorta di vento. Questi supereroi – a metà tra i semidei della tradizione classica e i fumetti Marvel – non hanno ancora trovato una strada per mettere a frutto il proprio talento. Anzi, alcuni di loro sono sfruttati dalle comunità Il gioco di un solo attore reinterpreta la fiaba pugliese, riscrivendola e reinventandola nella partitura scenica, coreografica e drammaturgica. Narrazione, teatro d'attore e danza convivono, si divertono, si scambiano nel susseguirsi delle vicende della storia: incontri, viaggi, gare vengono raccontati o impersonati, danzati o descritti come in una cronaca calcistica. La fiaba si apre, diventa fucina di invenzioni, le trame si scardinano e si riallacciano, in una drammaturgia che parte per inaspettate tangenti e crea iperboli coloratissime, utili anche per portare elementi del contemporaneo in un racconto antico. I personaggi prendono vita uno dopo l’altro, emergendo dalla narrazione, scolpiti dal corpo plastico di Cesare Galli. La musica non è soltanto colonna sonora. Eseguita dal vivo, diviene il corpo sonoro dell’azione, talvolta persino battuta o voce dell’ambiente che accoglie i personaggi. Fabio Porroni, il musicista in scena, calibra il gioco dei suoi strumenti (il violino, la chitarra, il bouzouki, la fisarmonica, le percussioni, i flauti) e segue lo spettacolo con ironia, fantasia e precisione, arricchendolo di suggestioni che aprono lo spazio, portando lo spettatore nelle atmosfere e nei luoghi della fiaba. Oltre ai brani originali eseguiti dal vivo, lo spettacolo si arricchisce di due composizioni, che danno il ritmo ai viaggi che il gruppo scapestrato compie verso Napoli e da lì verso Parigi. I brani sono stati scritti e registrati appositamente per lo spettacolo da Diletta Landi (voce) e Piero Giotti (chitarra e percussioni).

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