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Mademoiselle Leopardi

La tribù delle Ginestre

regia Sara Baldassarre

anno 2020

attori Sara Baldassarre Andreas Garivalis

scheda artistica
Chi non conosce Giacomo Leopardi? Chi non conosce almeno il primo verso del suo Infinito? Ma pochi sanno che c’era una giovane donna erudita e intelligente tanto quanto lui (e forse di più), una donna nata dalla sua stessa famiglia ed erudita dai libri della stessa biblioteca. Forse troppo pochi conoscono Paolina Leopardi, la sorella minore di Giacomo. “Mademoiselle Leopardi” è il racconto della vita di questa grande dimenticata dalla Storia, un racconto scandito dalla voce della sua stessa protagonista, affiancata dalla sua immagine allo specchio, la sua altra metà, il suo Yang, suo fratello, Giacomo. Un viaggio articolato in tre tappe fondamentali, l’Infanzia di Paolina, la sua Adolescenza e Vecchiaia; tre momenti diversi per natura e atmosfera, che segnano l’evoluzione della protagonista nel corso degli anni. Dal sogno che ha il candore di una fiaba, si passa all’incubo della realtà che nella fiaba irrompe, fino al risveglio e alla rielaborazione cosciente. “Mademoiselle Leopardi” è un viaggio “palindromo”, percorribile cioè in due opposte direzioni: o come una reminiscenza di una vecchia signora al limitare della sua esistenza, o come il sogno del proprio futuro di una bambina con ancora tutta una vita davanti; o ancora come un viaggio negli anni e nei luoghi, o come un viaggio della fantasia e dell’immaginazione che prende vita nella camera dei giochi di due fratelli, un viaggio intorno alla loro camera. La ginestra sopporta i venti salmastri, cresce dove le altre piante morirebbero, trova nutrimento dove non sembra esserci altro che il nulla. Come la ginestra così visse Paolina Leopardi: prigioniera nella casa dei genitori a Recanati per quasi tutta la sua vita, costretta da una madre austera, religiosissima ed intransigente ad indossare sempre un abito nero con un colletto di trina bianca, rifiutata dai possibili candidati alla sua mano o a causa della dote esigua o della sua presunta bruttezza, vissuta all’ombra del suo famoso, adorato, ma ingombrante fratello; trova il nutrimento e il motivo della sua esistenza nell’Arte, nella Letteratura e nel suo lavoro di traduttrice e scrittrice e finalmente riscopre la gioia di vivere, la vita in società, le frivolezze e la cura del suo aspetto esteriore, sboccia, alla tenera età di sessant’anni, una volta rimasta unica amministratrice del patrimonio di casa Leopardi, alla morte di entrambi i suoi genitori. Una storia di resilienza, di attesa attiva, di resistenza eroica, la storia di una donna che non è fuggita dai suoi tormenti, ma li ha affrontati uno per uno, faccia a faccia, anno dopo anno, fino alla fine della tempesta, fino all’arrivo del sereno. Una storia che vuole dimostrare come per ogni Giacomo Leopardi ci sia una Paolina, come per ogni genio celebrato ce ne sia uno dimenticato e come il talento non faccia distinzioni di genere. Una storia che vuole essere una petizione alla Storia con la s maiuscola per aver condannato all’oblio una delle letterate più grandi del XIX secolo.

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