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fuga, a tre voci

Project xx1

regia Riccardo Brunetti, Alessandro D'ambrosi

anno 2020

attori Roberto Luigi Mauri, Roberta Rigano, Alessandro D'Ambrosi

scheda artistica
Un rifugio, un telefono, una valigia, la cioccolata e una bici. Un amore dettato dalle atrocità della guerra. Il primo uomo, la donna e il secondo uomo, liberamente ispirati all’opera teatrale “Histoire d’amour” di Jean Luc Lagarce. Tre voci distinte, i loro pensieri, le loro sensazioni si intersecano perfettamente in un disegno binaurale, sullo sfondo suggestivo di un luogo naturale o urbano. Una storia che si dipana a ritroso, in un viaggio nella memoria. Un’esperienza da esperire in cuffia, avvolti dai suoni dalle sensazioni, dagli stimoli sonori e dai pensieri dei tre personaggi che dal vivo, evocando “Jules et Jim” di François Truffaut, si muovono e rivivono gli eventi cruciali della loro storia, intrecciata a doppio filo con la storia collettiva della seconda guerra mondiale. NOTE DI REGIA: “fuga, a tre voci” è una performance che viene adattata al luogo in cui si svolge, integrandone le caratteristiche fondamentali e trasformandole in elementi drammaturgici. I luoghi specifici e la loro storia verranno usati come base di un lavoro artistico site-symphatetic: una creazione dai contenuti originali, ma legata indissolubilmente al luogo in cui viene adattata. La performance viene condotta sia dalle azioni dal vivo dei performers, sia da radiocuffie wi-fi a tre canali, fornite ad ogni partecipante: tale metodologia fondata sull’uso di paesaggi acustici, voci, musica, insieme all’esplorazione attiva degli spazi, creano la possibilità di una modalità di fruizione unica del luogo, in cui ogni partecipante può trovare una propria dimensione di ascolto. La drammaturgia testuale e sonora, verrà inoltre incarnata dai performers in qualità di abitanti del luogo e protagonisti della storia narrata. L’immersività della performance risiede nella possibilità che ogni spettatore ha di scegliere di seguire i pensieri e le azioni del personaggio da cui è attratto, ma di “allontanarsi” da questo in qualsiasi momento per seguirne un altro, fruendo della stessa storia ma da un altro punto di vista, attraverso pensieri, suoni, voci e stimoli narrativi totalmente differenti. L’assoluta novità della performance è data proprio dalla possibilità per lo spettatore di immergersi nella storia che lui stesso sceglie, questo perché la tipologia di cuffie utilizzate permettono la trasmissione contemporanea di tre canali sonori indipendenti, facilmente selezionabili da ognuna delle cuffie stesse e quindi da ogni spettatore. Inoltre, garantiscono anche una fruizione sonora in alta qualità stereofonica binaurale, che sostiene ed integra l’immersività della narrazione. Il primo luogo che ha ospitato “fuga, a tre voci” è stato il Parco di Villa Pamphilj.

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