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Il mio nome è Cassandra

Federica Bognetti

regia Federica Bognetti

anno 2020

attori Federica Bognetti

scheda artistica
Il mio nome è Cassandra “All'incontro con il teatro e con l'arte una verità irrinunciabile si impossessa dell'essere umano senza più abbandonarlo. Non potrà più fare a meno della bellezza, astenersi dalla creazione. Vorrà raccontare storie con o senza voce, con o senza corpo, con o senza parole. E se non sarà lui a raccontarle le vorrà ascoltare. Nell’ antica Grecia il teatro si trovava tra il tempio e il mercato, una linea verticale univa il basso all’alto, e questo è il ruolo dell’artista: essere il tramite tra la Verità più alta e la vita quotidiana. Un canale verso l’eternità. Bisogna spegnere questa voce o lasciare che invada il nostro essere? In questo spettacolo, spin off di "In Carne e Wireless", un’ attrice denuncia lo Stato per violento abbandono e recita la sua ultima parte creando un vaticinio: la sparizione della voce dell’arte. Il progetto mette l’attenzione sul ruolo dell’artista. Al centro la figura dell’attore-creatore che sviluppa il suo multiforme ruolo e che nella consapevolezza di una finzione riesce a parlare di verità al cuore dell’uomo. Diventa personaggio che da voce a parole non sue, griot/tramandatore di storie, colui che tiene in vita le parole, canale con il Creatore. Sacerdote di un rito vivo con un interlocutore vivo, rito che non può esistere se non c’è qualcuno che lo ascolta. Chi è oggi l’attore? Viene ascoltato? Che ruolo ha in questa società? Lo spettacolo si sviluppa su diversi piani: Chi sta parlando? Cassandra del Mito? Il prologo resta sul filo tra il Mito e una realtà che si va svelando. La donna parla della Parola e della Voce. Raccontera’ di storie che narrano delle Muse e di un canto, di una Voce che si impossessa di tutti gli esseri umani. Essa si appellerà alla forza delle lettere che chiesero al Creatore di generare l’Universo. Queste lettere, che diventeranno parole, sono le forze che regolano il mondo invisibile, che danno energia all’ uomo, che si manifestano nella vita fisica. Ma se la profetessa/griòt dimenticherà noi potremo ricordare, tramandare? Se lei sparisse la verità, la bellezza, la creazione sopravviveranno come desiderio nel cuore dell’uomo? ”Diventerò come una Sirena che ha un’arma ancora più fatale del suo canto: il silenzio” (F.Kakfa) Scritto e diretto da Federica Bognetti con Federica Bognetti Ispirata da Rudolph Steiner, George Steiner, Platone, Anton Cechov, Franz Kakfa. Lo spettacolo doveva debuttare il 7 novembre 2020 presso AltaLuceTeatro di Milano ma il debutto è stato rimandato a causa della chiusura dei teatri. Ha debuttato l'11 novembre in un appartamento privato in presenza dei padroni di casa e visto in streaming dagli acquirenti del biglietto. Allego il video della serata.

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