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Bar Moments: “L’Italia ieri come oggi”

Teatro Umano

regia Richard Martínez Sánchez

anno 2018

attori Richard Martinez, Davide La Fauci e Caroline Montes

scheda artistica
In un bar di provincia, alle porte della seconda guerra mondiale, si incrociano i suoi “ordinari” frequentatori: Lila, la protagonista, Maddalena, una suora bacchettona e ipocrita, Truffini, un politico carismatico e imbroglione, Gianni, il marito infedele e alcolizzato di Lila, Maia, la sua pestifera e giovane figlia e Zelda, una vecchia saggia ma impertinente. Ciascuno di loro incarna le contraddizioni di una società profondamente maschilista e moralista come quella degli anni '40 in cui, tuttavia, si può già intravedere il seme dell’emancipazione femminile; il bar è teatro degli incontri e scontri dei suoi frequentatori. All'interno di una narrazione che ha per cornice l'Italia fascista, si racconta di una "ordinaria giornata" di Lila, proprietaria del bar e di alcuni personaggi che ne sfruttano debolezze e fragilità . Incatenata nel suo ruolo di moglie e madre Lila pare non accorgersi delle reali intenzioni che si celano dietro ai suoi vessatori. La giornata nel bar rappresenta metaforicamente l’evoluzione spirituale ed emotiva dell’intera vita della protagonista, che da donna dimessa, disillusa, infelice, spezza il giogo invisibile che la incatena alla sua vita modesta e ripetitiva e capovolge il suo punto di vista e le sue prospettive. Nel finale della commedia Lila rivede la versione più giovane e illusa di sè stessa nella figlia, e quella futura, più saggia e smaliziata, nella anziana Zelda. Giunta al limite della propria capacità di sopportazione, punisce ognuno dei suoi aguzzini elaborando una piccola vendetta personale e affrancandosi dalle regole della morale comune. Nel suo complesso la commedia vuole spingere lo spettatore a individuare e riconoscere i corsi e ricorsi storici del nostro paese e della nostra cultura occidentale, rammentando quanto sia labile il confine tra passato e presente e quanto sia pericoloso e tristemente attuale il fenomeno della ricorsività e della ripetizione degli errori del passato. Il potere della maschera fa si che l’empatia che si genera tra l’attore e lo spettatore sia immediata e inevitabile, e anche l’ambientazione non fa da semplice cornice, ma è ingrediente essenziale. Il bar non è infatti una scelta casuale ma frutto di una riflessione accurata che ha lo scopo di creare un richiamo inconscio alla cultura italiana e al "momento del caffè", concedendo il tempo e lo spazio allo spettatore per instaurare una forte connessione empatica con i personaggi e l'ambientazione familiare e accogliente. Le scene sono brevi e incalzanti, e la loro incisività e il ritmo sono l’ingrediente fondamentale di uno spettacolo leggero, rilassante, ma che invita ad emozionarsi e riflettere sul ruolo della donna nella storia, sul contesto storico dell'Italia fascista, sull'eterno scontro tra politica e morale religiosa, sul nazionalismo nella sua connotazione più banale. Gli oggetti e arredi di scena sono essenziali ma curati per concentrare l'attenzione sui personaggi e le maschere.

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