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ZONA FRANCA

Teatro C'art

regia Andrè Casaca

anno 2020

attori Federica Mafucci

scheda artistica
ZONA FRANCA è il territorio dove vivere la propria follia come atto di libertà. Un luogo dove venire trasportati all'interno di un mondo libero e fantasioso, ma con la profondità di una vita difficile e incerta, di Franca, la protagonista dello spettacolo. Franca, convinta di dover fronteggiare un’emergenza in scala globale, farà tutto ciò che le è possibile per mettere tutti in salvo, attraverso un dialogo diretto con il pubblico, raccontando "storie di ordinaria follia" giocando con il divertimento e il dramma del vivere quotidiano in modo da portare il pubblico dentro un vortice di sensazioni familiari da condividere ed esorcizzare attraverso la comicità.  La crisi dichiarata da Franca altro non è che una crisi umana, che affonda le sue origini nell’egoismo, nella paura e nell’allontanamento di tutto ciò che è diverso ma grazie al suo sguardo autentico e profondo, attraverso gags e racconti esilaranti, esprimendosi con il lirismo magico della semplicità, Franca ci terrà alto l’animo e ci farà riflettere sul ruolo che hanno l’amore e le persone nella nostra vita. Liberamente ispirata a una donna realmente esistita Franca rappresenta la maschera clownesca triste, malinconica e buffa, animalesca e dionisiaca della vita. PERCORSO DI CREAZIONE Il lavoro dell'attore è al centro del processo di creazione dello spettacolo Zona Franca. Con il regista André Casaca abbiamo impostato un lavoro in cui è stato lo stesso personaggio di Franca a venire guidato dal regista durante le improvvisazioni. Franca durante la creazione raccontava in scena fatti, aneddoti e storie personali, prendendo spunto dalla vita, dai gesti, dal carattere di Anna, la donna che è stata d'ispirazione per la costruzione del personaggio; la ricerca di informazioni sulla vita di Anna è avvenuta tramite interviste realizzate a persone a lei vicine, come lo psichiatra che la seguiva, il vicino di casa e i commercianti del quartiere di Borgo Dora di Torino, quartiere dove Anna viveva. È stata la stessa urgenza di vivere che aveva Anna ad alimentare il lavoro, cercando di esaltare sia l'aspetto drammatico che il senso di folle libertà che ha pervaso la sua vita. La gestualità di Franca è strettamente legata al trascorso emotivo così come la voce che cela nell'impaccio la drammaticità di una vita turbolenta e oscura con cui fare i conti. Si tratta di un lavoro con base nel teatro fisico, e nell'identità comica del corpo, tecnica teatrale sviluppata dal regista André Casaca sull'uso del corpo in relazione alla comicità. La drammaturgia dello spettacolo prende dunque naturalmente forma dalle improvvisazioni del personaggio in scena. Da qui la scelta registica di realizzare un processo inverso ovvero quello di partire non dal concetto artistico ma dalla pratica teatrale in modo che gli stessi temi affrontati non vengano prestabiliti ma scoperti durante la piena fase di creazione.

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