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Rautalampi

Garofoli/Nexus

regia Nexus

anno 2020

attori Laura Garofoli, Nedzad Husovic, Nexus

scheda artistica
Lo spettacolo racconta la storia di Licia, una bambina rom che vive nel campo nomadi di Rautalampi, nel suo percorso di crescita e autodeterminazione. In scena, i tre interpreti ripercorrono le tappe della costruzione dello spettacolo e del personaggio di Licia attraverso l'esposizione e l'uso di materiale d'archivio ricavato dall'incontro con bambine e ragazzine rom e presentando le proprie vicende autobiografiche: Giuseppe, regista e art-educatore di minori rom; Laura, attrice professionista e boxeur amatoriale; e Nedzad, educatore rom residente in una baraccopoli romana. Saltando fra la scena e il dietro le quinte, il pubblico partecipa così alla costruzione della storia di Licia, nel suo rapporto con la scuola, il campo, la famiglia e il ring, attraverso un linguaggio post-drammatico che combina narrazione, performance e video installazione. Lo spettacolo indaga il tema dell’infanzia ai margini attingendo alle storie di bambine e adolescenti rom: soggetti iper-visibili eppure inascoltati, che più dialtri incarnano gli effetti della povertà educativa e urbana. Dopo un percorso triennale di incontri e laboratori con minori rom, la compagnia ha infatti raccolto e rielaborato in chiave drammaturgica fonti d’archivio (registrazioni, video, disegni, diari ecc.) e immaginari “ponte” (cartoni animati, canzoni e videogame) che interseca con lo sguardo di Nedzad alla ricerca di un punto di vista situato, paritario e creativo sull’infanzia ai margini. In particolare, le esperienze art-educative più significative si sono svolte nei quartieri periferici romani di Gordiani, Tor Bella Monaca e Rebibbia, e presso il centro diurno Gli Skatenati, rivolto a minori segnalati dall’autorità giudiziaria. Per metodologia e contenuti, lo spettacolo assume quindi una vocazione didattica e pedagogica, ed è particolarmente indicato per classi e gruppi di giovani che vogliano approfondire e discutere i temi della marginalità educativa, dell’ interculturalità e della rappresentazione dell’Altro. Lo spazio scenico ripropone un’ideale sala prove dove la compagnia guida il pubblico nell’allestimento delle diverse scene che raccontano la storia di Licia. Luci, suoni e immagini vengono manovrate dal vivo sul palcoscenico, proiettando l’ambiente desktop del computer di regia e tenendo costumi e oggetti di scena sempre a vista. Aprendo le porte del «cantiere teatrale» in chiave scenografica e drammaturgica, il giovane pubblico viene efficacemente invitato a condividere i dubbi, le scelte e gli incidenti di percorso che hanno caratterizzato il viaggio artistico e narrativo di Licia. L’ipermediazione dell’ambiente permette alla storia di svilupparsi attraverso l’uso teatrale e performativo di pagine web, playlist musicali, registrazioni d’archivio, cartoni animati e videogame, favorendo così la moltiplicazione dei piani narrativi e immaginifici.

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