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Il mio amico Frankie

Occhisulmondo

regia Massimiliano Burini

anno 2018

attori Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli e Greta Oldoni

scheda artistica
SINOSSI: “NON HO TEMPO, NON ORA, LASCIAMI STARE” Queste frasi, a volte, risuonano come colpi al cuore di un bambino che non ha la conoscenza per comprendere, ed esplodono dalla bocca di un adulto che non ha tempo di spiegare. E accade che il sole si nasconde dietro le nuvole e che i pastelli non hanno più un bel colore. ... La famiglia Shelley si trasferisce e cambia città. Il Padre si chiama Victor, ed è un medico; la madre, Mary ed è una scrittrice. La loro figlia ha sei anni, non sappiamo il suo nome. Sappiamo solo che è una bambina. Il padre e la madre, dopo un primo momento di assestamento nella nuova casa, con il passare del tempo si immergono nella routine giornaliera, e presi dal lavoro e dalla frenesia della vita, trascurano il rapporto con la bambina, che, non avendo ancora nuovi amici, si sente sola; così, lei passa il tempo a giocare con un cavallino e a disegnare. Disegnare. Disegnare. Un giorno, la bambina, grazie ad un foglio, una penna e un pò d’inchiostro disegna Frankie, il suo amico immaginario. Un testone enorme, un occhio grande, una specie di pesce in testa e un naso a patata. Frankie sembra un mostro, ma non lo è. Sembra brutto, ma non lo è. È qualcosa da conoscere. È qualcuno da scoprire. In quel personaggio, creato dall’ incontro della sua solitudine con la sua immaginazione, c’è tutto. Parla poco, come lei. Quasi niente, come lei. È alto un metro e ancora tanto, come il padre; è creativo e sorridente, come la madre. È l’amico che tutti vorrebbero. Quella strana e buffa creatura è in realtà un’anima nobile, alta, educata ed è il primo ad avere paura. Paura del non conosciuto. E sarà proprio la bambina ad avere cura di lui e a tendergli la mano verso un'amicizia da scoprire. I genitori però non lo vedono, e a tratti non vedono neanche la loro figlia, rapiti dal lavoro e dal fare, fare, fare. E arriverà così una crisi, e arriverà un cambiamento. E Frankie, finito il suo tempo, ad un certo punto dovrà andar via. Forse per sempre. APPUNTI DI LAVORO: Questo lavoro ha preso ispirazione e dei riferimenti dall’opera letteraria di Mary Shelley e dalla sua vita. I temi della diversità, della paura e della solitudine che sono emersi da uno studio approfondito ci hanno guidato nella costruzione di una drammaturgia per l’infanzia e per la famiglia. Abbiamo cercato di raccontare una storia attraverso gli occhi di una bambina e il suo rapporto con gli adulti e l’immaginazione. È la bambina/marionetta il fuoco intorno al quale ruota il lavoro, e quel mondo meraviglioso che contraddistingue le prime fasi della vita nelle quali il silenzio lo separa dal resto lasciando spazio alla fantasia. Lo studio e l’utilizzo di una maschera e di una marionetta in questo lavoro amplifica il processo di identificazione / proiezione / distacco. www.occhisulmondo.org

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