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Sfratto Celeste

Taverna Est

regia Sara Sole Notarbartolo

anno 2021

attori Andrea de Goyzueta, Fabio Rossi

scheda artistica
La polizia assedia l'appartamentino di Via Celeste numero tre. Al suo interno gli assediati sono due inadeguati alla vita, innocenti, precari che per una semplice questione di susseguirsi di malevoli eventi non hanno potuto pagare l'affitto negli ultimi mesi. Matteas ha più energia che spazio vitale, è un nervoso, un emotivo. Un maltrattato dagli eventi. Desidera dare una forma alla realtà, una qualsiasi forma, desidera che qualcuno gli spieghi come funziona la vita. Beraghi è un intellettuale talmente snob da specializzarsi, dopo la laurea, come tecnico di riparazione delle caldaie. Resta un filosofo, un pragmatico, uno stoico. Entrambi hanno una sanità mentale non completamente perfetta, ma non è questo quasi impercettibile handicap a impedirgli un normale approccio con la realtà: è la realtà, piuttosto, a manifestare limiti sempre maggiori e a dimostrarsi non all'altezza di una auspicabile normalità. Il mondo esterno, nella figura retorica della polizia, cerca di tirarli fuori dalla loro casa-tana e a questo scopo vengono escogitate le più diverse strategie. Altrettante strategie e altrettanto varie vengono messe in atto dai nostri due sfrattuandi fino all'ultimo respiro. Note di regia Ho iniziato a scrivere questo testo durante il primo lockdown e senza che me ne rendessi conto ha raccolto tutto l’opposto di quello che abbiamo provato e vissuto in quel periodo, o almeno di quello che ho provato io. Io avevo l’esigenza di uscire, Matteas e Beraghi invece vogliono restare nella loro casa assolutamente. Io sentivo che la realtà risultava come inadeguata e scrivendo sono nati questi due inadeguati, buffi, poetici assediati, il loro è uno sfratto celeste perché è uno sfratto apparentemente ineluttabile come quello divino, come quello che ci sentivamo piombare sulla testa in quei giorni, e il loro piccolo appartamento è tutto il loro mondo, se guardano oltre il loro balcone scoprono che, come dice Beraghi “Fuori di qua non c’è niente. Niente”. Lo spettacolo avrebbe dovuto debuttare a settembre ma è stato prima rimandato per allerta meteo e poi annullato per le norme che De Luca ha firmato in Campania e che hanno di fatto impedito di realizzare le produzioni nei piccoli spazi. La sera successiva alla mancata prima, abbiamo realizzato questa ripresa video nel Teatro dell'Asilo Filangieri che ha ospitato le prove e la residenza di drammaturgia, facendo un'improvvisata prova aperta con un pubblico di poche persone e con luci di servizio.

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