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Primo Sangue

Teatro dell'Osso

regia Mirko Di Martino

anno 2020

attori Orazio Cerino, Errico Liguori

scheda artistica
Due fratelli, due campioni di scherma, tornano a casa al momento della morte imminente del padre. Si ritrovano nella stessa palestra dove tutto era cominciato, quando da bambini il loro papà allenatore li sottoponeva ad allenamenti durissimi per farli diventare dei vincenti. Aldo e Edo sono cresciuti insieme e insieme hanno vinto tutto, fino al momento in cui è accaduto qualcosa che li ha separati, dodici anni prima: durante la finale del campionato italiano, che li vedeva opposti, Edo ha abbandonato all'improvviso il match lasciando Aldo in pedana. Non solo: da quel momento Edoardo è andato via di casa e ha smesso di rivolgere la parola al padre. Negli anni seguenti, Aldo ha continuato a praticare la scherma ad alti livelli, ma non è mai riuscito a vincere un oro alle Olimpiadi o ai Mondiali. Edo, che sembrava destinato a diventare un fuoriclasse, si è invece ritirato dall'attività agonistica, ma ha continuato a praticare la scherma come insegnante. Oggi i due fratelli si ritrovano per la prima volta insieme, da soli, con una palestra a disposizione e le spade in mano. E' il momento di regolare i conti in sospeso, è l'occasione per concludere finalmente quella finale e decretare il vincitore. E' soprattutto il momento della verità: cosa è successo, davvero, in quella notte di dodici anni prima? Note di regia “Primo sangue” è uno spettacolo di parole e di azioni, dove i sentimenti emergono a poco a poco fino all'esplosione finale. Lo spettatore partecipa del dramma che si svolge sotto i suoi occhi, all'inizio lentamente, ma via via in maniera sempre più incalzante. La regia punta ad amplificare la tendenza immersiva presente nel copione disponendo le sedute in senso perimetrale intorno al palcoscenico. Non si assiste allo spettacolo frontalmente, ma da quattro punti diversi che contornano la pedana della sfida. Gli spettatori sono in tal modo trasportati letteralmente all'interno della storia, in quella palestra dove tutto avviene sotto i loro occhi. Il primo impatto è dunque di estremo realismo, ma la recitazione degli attori spezza la finzione, così come l'evidente contesto teatrale e la presenza del pubblico sul lato opposto a quello di chi guarda. Lo spettacolo di trasforma dunque in una sorta di seduta collettiva di autoanalisi, dove spettatori e personaggi diventano gli uni gli specchi degli altri. La rivalità tra fratelli appartiene a tutti: il senso di colpa, il rimorso, la rabbia, sono componenti universali delle relazioni familiari, di qualunque tipo. “Primo sangue” ha anche una forte componente spettacolare che viene dalla scherma: gli attori in scena indossano divise e spade regolamentari, utilizzando anche la strumentazione acustica e visiva per l'assegnazione dei punti. Gli attori si sono allenati a lungo per riprodurre i colpi nella maniera più esatta possibile: l'eleganza, la forza, la velocità, sono componenti fondamentali della scherma, ma sono anche elementi espressivi di grande intensità.

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