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LEFT(L)OVER

La Petite Mort Teatro

regia Martina Testa

anno 2020

attori Emilia Piz Martina Testa

scheda artistica
Immaginiamo che quando due persone si amano, costruiscano insieme una “casella d’amore”, un non-luogo che diventa contenitore di ricordi, parole, momenti, atti d’amore, un zona “franca”, un santuario in cui le due persone possano incontrarsi e sempre riconoscersi come amanti, una stanza in cui stipare la vita vissuta insieme. Ora immaginiamo che queste due persone non si amino più. E immaginiamo che Lei resti perduta, intrappolata, nella loro “casella d’amore”. Di quando si viene lasciati e non si è più capaci di pensarsi soli. Di quando una assenza si fa così forte che sembra di poterla toccare. Di quando abbiamo pensato di non farcela. Di quando abbiamo paragonato il nostro amore ad una dipendenza. Di quando siamo stati così sfigati che ci facevamo ridere da soli. Di tutte le storie che finiscono e sembrano impossibili da superare. Di tutte le storie che iniziano perché il primo amore è finito. Di tutti gli amori che non abbiamo dimenticato. Di tutte le caselle d’amore che costruiremo. Di questo parla LEFT(L)OVER. Left(L)over nasce dalla fine del primo amore e di molti altri e dallo studio degli effetti che vecchie magliette, canzoni di Loredana Bertè e visualizzazioni delle stories su Instagram hanno sulla psiche innamorata. Lei è cavia di Amorex, una sorta di “clinica dell’amore” dove si rifugia nel tentativo di sopravvivere al proprio amore. Dogma di Amorex è: soffrire per amore è inutile e dannoso. Provare dolore paralizza, impedisce di guardare avanti e di aprirsi a nuove possibilità. Per questo Amorex propone un percorso in grado di strappare via la sofferenza e ri- durla nel minor tempo possibile. Perché infatti ostinarci a soffrire, perdere mesi, a volte anni interi, ad attraversare un dolore che ci paralizza, quando si aprono davanti a noi possibilità infinite? Perché dover soffrire o stare ad ascoltare il dolore? E’ davvero necessario? Su questo Lei si interroga, diventando un’eroina tragica e comica che combatte contro la più comune e la più universale tragedia della vita. Lo spettatore, guidato dalla voce fuori campo di Amorex, assiste alle sue fasi del lutto amoroso: negazione, tristezza, rabbia, contrattazione, accettazione. Sono poi gli oggetti simbolo della storia d’amore (una maglietta di lui, un’arancia, il primo preservativo) a prendere parola e a raccontare una felicità che è esistita e che ora rischia di essere cancellata.

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