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Ottava Rima, ovvero come il Pastore conta le pecore

Numeri 11

regia Michele Maccaroni

anno 2019

attori in o.a. Gennaro Apicella, Andrea Illuminati, Michele Maccaroni

scheda artistica
"OTTAVA RIMA, ovvero come il pastore conta le pecore" si ispira alla figura di Angelo Felice Maccheroni, pastore poeta dedito alla pratica della transumanza (da dicembre 2019 patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO) vissuto a Piedelpoggio (una piccola frazione di Amatrice) nella prima metà dell'Ottocento. L’obiettivo è rendere noto il suo poema in ottava rima "La Pastoral Siringa, ovvero le Avventure dei Pastori", uno dei tanti tesori nascosti delle popolazioni del Centro Italia. Lo spettacolo si sviluppa immaginando un incontro fantastico tra Maccheroni e un fuggitivo Giacomo Leopardi… 1819. Giacomo Leopardi è fuggito da Recanati con l’obiettivo di raggiungere Roma. Ha con sé un faldone pieno di manoscritti. Con i soldi che si è portato da casa riesce a farsi scortare fin nel cuore degli Appennini, quei Monti Azzurri di cui subiva forte il fascino. Esausto, entra in un’Osteria per rifocillarsi. È qui che incontra Angelo Felice Maccheroni. Il pastore poeta, incuriosito e sospettoso, sfida il nuovo arrivato a improvvisare rime: l’Oste, fidato compare di Maccheroni, crea il ritmo con piatti, bicchieri, taglieri, e le suggestioni elettroniche di una loop station... la base rap per il contrasto poetico c’è, Maccheroni è pronto a difendere la sua posizione di campione di rime: il poetry slam può iniziare! Ma Leopardi non improvvisa e al frastuono oppone il silenzio. Maccheroni però non si dà per vinto e propone di cantare le ottave dell’opera che l’ha reso famoso tra i pastori di Amatrice: "La Pastoral Siringa". Leopardi questa volta si lascia coinvolgere, incuriosito dal canto degli endecasillabi. Passano in rassegna un po’ di ottave, si schiariscono la voce con un po’ di vino e Leopardi si entusiasma a tal punto da voler sentire come suona una delle poesie che ha nel faldone. Dà a Maccheroni un foglio e questi si cimenta in un nuovo canto: "sempre caro mi fu quest’ermo colle…" Michele Maccaroni

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