Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Raccogliendo fiori sulla statale 2022

CristianoF

regia Cristiano Ferrua

anno 2020

attori CristianoF

scheda artistica
Un uomo cammina lungo una strada, le automobili sfrecciano e sfrecciano, dovrebbe rimuovere gli elementi pericolosi alla circolazione, ma per il momento si limita a raccogliere bottiglie, sacchetti, pacchetti di sigarette, mozziconi, bicchieri di plastica… E’ quasi il tramonto e il cielo minaccia pioggia. Anni fa scrissi un racconto che raccontava il lavoro di un raccoglitore di elementi pericolosi alla circolazione. (In un futuro prossimo: gli automobilisti sfrecciando a velocità sempre più elevate, sono stati esentati dal rispondere penalmente degli investimenti di pedoni, perché il calcolo delle vittime, quando ancora ci si fermava a prestare soccorso, era sempre maggiore di uno; quindi ora sulle strade rimangono cadaveri che risultano essere elementi pericolosi alla circolazione, per questo è nata la figura del raccoglitore: un operaio che a piedi raggiunge il luogo dell’investimento e rimuove l’elemento.) Negli anni, camminando lungo le strade provinciali, la quantità di immondizia, gettata dai finestrini delle auto in corsa, mi ha sempre provocato rabbia e disgusto. L’anno scorso l’incontro con Samuele Franco di ritorno da Bristol, dove andò ad approfondire la sua ricerca nella musica elettronica, mi ha fatto aggiungere elementi all’idea originale. Quest’anno mi sono deciso ad unire le due cose, ed un compagno di viaggio, per farne un lavoro teatrale. Partenza: io sto lavorando alla partitura fisica e al testo, che per il momento è il racconto del raccoglitore di fiori, durante la sua giornata di lavoro, lungo una strada, a piedi, tra immondizia varia, che raccoglie metodico, molto attento alla macchine che sfrecciano, perché non vuole diventare a sua volta un elemento pericoloso alla circolazione. Samuele sta creando gli ambienti sonori, le macchine sfreccianti, e ciò che gli verrà in mente. Quando ci troviamo in sala prove ognuno porta avanti la propria ricerca: sono due monologhi che si cercano di armonizzare, uno con corpo e voce, l’altro con tracce sonore. Per il momento la scena ha dei brandelli di rete di cantiere, spazzatura rinvenuta sui cigli delle strade, e un fantoccio. In più due sacchi dell’immondizia e un giubbino ad alta visibilità. La luce è quella del tramonto che avanza gradualmente. Al termine un proiettore lancerà l’immagine di un fiore di campo che cresce e sboccia. Adesso: Il lavoro ha debuttato a gennaio 2020 a Cuneo Cristiano Ferrua

Visualizza la scheda completa su SONAR