Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Geminga- La tristallegra storia dell'elefante che provò a scappare dalla casa dei matti

Donkey Flies Teatro

regia Donkey Flies Teatro

anno 2018

attori Ilaria Weiss Fabio Manniti

scheda artistica
“Da quanto tempo siamo qui?” Come fosse un ritornello, una filastrocca infantile, una domanda che racchiude al suo interno molto di più che una semplice scansione temporale. Lui e Lei tentano di scacciare l’immobilità della malattia mentale per sfuggire da un passato doloroso. Lui, che ha tentato il suicidio, si rifugia nel suo mondo razionale di formule fisiche e spiegazioni logiche sull’origine dell’Universo, Lei scappa dalla moltitudine di rapporti disfunzionali creando un mondo totalmente illusorio e altrettanto fragile in cui sono stati i cinesi a creare il cielo, le piramidi e i fiori degli innamorati. Attorno a loro le mura di una stanza d’ospedale reale e metaforica allo stesso tempo, cornice che intrappola il pubblico senza chiedere permesso e che pone a tutti, malati e non, la stessa domanda: “Da quanto tempo siamo qui?” Il malato psichiatrico fa parte di quel piccolo ritaglio di umanità che vive al di fuori dei bordi canonici, da dove riesce a vedere con estrema lucidità la miseria umana dell'Individuo. Ed è forse proprio questo che ci spinge ad isolarli. I protagonisti di Geminga raccontano due facce di un diverso mondo interiore che non appartiene soltanto a loro ma che tocca tutti uno a uno. Da una parte l'estremo razionalismo quasi privo di sentimento, dall'altra l'impulso emotivo e la meraviglia clownesca di fronte alla vita ma in entrambi la necessità dell'altro per paura dell'abbandono. Il dramma del personaggio Altro non vuol essere che un'iperbole della condizione di ciascuno, non tanto mostrandone l'aspetto psichiatrico, quanto affermando quello umano. Ed è questo che ci spinge ad affezionarci alle loro storie infelici, al tentato suicidio di lui e al disturbo ciclotimico di lei, tralasciando il giudizio severo di chi nella vita non si è mai sentito perduto.

Visualizza la scheda completa su SONAR