Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Penis Project - Per Umani Migliori

C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro

regia Patrizia Schiavo

anno 2020

attori Filippo Carrozzo, Antonio De Stefano, Emanuele Durante, Tommaso Lombardo, Patrizia Schiavo

scheda artistica
Sinossi: Un gruppo di uomini, prototipi selezionati per rappresentare diverse tipologie maschili, entrano a far parte di un “programma” che potremmo definire di “terapia sociale”, che -step by step, seguiti da telecamere a circuito chiuso, come in un “reality show”- li porterà alla liberazione dagli stereotipi, dalle inibizioni, dall’ansia da prestazione, dalla cultura patriarcale. Durante la registrazione di questo programma televisivo, dal titolo “Il laboratorio del pene”, una conduttrice-sessuologa guiderà gli ospiti-attori, tra domande scomode, voci off e azioni “psicomagiche”, in un percorso che li porterà a confessarsi, confrontarsi, mettere in discussione la dottrina fallocentrica e di conseguenza la nostra cultura, ancora troppo maschilista e sessista. Il progetto nasce come naturale conseguenza dopo il successo de “Il laboratorio della vagina”, non tanto per creare un “sequel”, quanto per indagare l’altra faccia della medaglia. Compiendo un salto di paradigma, cambiando prospettiva, muovendoci sempre tra il serio e il faceto, il goliardico e la polemica, con irriverenza, comicità e denuncia, al posto della vagina processeremo il pene, anche “lui” oggetto di desiderio, di ironie e mistificazioni, quanto simbolo maschilista e patriarcale, strumento di potere per eccellenza. Obiettivi: Il progetto si propone di continuare a lavorare sul tema della violenza di genere, percorso iniziato con “Il Laboratorio della Vagina”, sulla spinta dell’urgenza sociale e del consenso di pubblico e critica -dal Fringe Festival 2017 all’ Off/Off Theatre 2018. Dare ascolto e voce a una comunità come utopia di trasformazione della società. Teatro come strumento di consapevolezza e rivoluzione, in quanto sguardo, visione, voce, istanza critica, specchio. L’organo sessuale maschile è solo il pretesto “pulp”, l’origine, il punto di partenza. Emblema di vulnerabilità quando ironicamente emergono le debolezze, e si toccano, allo scopo di sfatarli, gli inevitabili stereotipi: le dimensioni, l’ansia da prestazione... Ma anche simbolo di virilità, potere generativo, quando si tratta di ritrovare fiducia e coraggio attraverso i rituali, sulle orme delle antiche tradizioni. E, poi, strumento di conflitto, prevaricazione, violenza -talora inflitta, talora subita- perché anche il maschio è vittima di violenza, non certamente come e quanto la donna, ma l’abuso tribale per essere ammesso dalla parte dei “forti” continua ad essere perpetrato, non solo a sud del mondo. Omofobia e pedofilia continuano a mietere vittime al di là del genere. Viviamo ancora in una società sessista: l’uomo esercita potere sulla sua compagna-moglie-amante: possesso, per meglio dire. Le società ancora giustificano –in parte o completamente– questo potere, e finché vi sarà giustificazione le donne verranno uccise, inesorabilmente. Perciò si tratta di un altro modo di dire NO alla violenza. Un altro modo per metterci in discussione, confrontarci al di là dei generi, per vincere l'indifferenza.

Visualizza la scheda completa su SONAR