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LUMINATOR BERNOCCHI

Associazione L'isola di Ted

regia Alberto Mele - Marco Montecatino

anno 2020

attori Cecilia Lupoli Marco Montecatino

scheda artistica
“L'idea era quella di creare una scultura di lampada ispirata alla simulazione di una giravolta di ballerina, così indefinibile, senza tempo. la volontà fu di creare un primo prodotto che fornisse l'opportunità all'artigianato e agli oggetti d'arte di divenire funzionali alla produzione industriale italiana.” Antonio Bernocchi Quando negli anni ’20 del secolo scorso a Luciano Baldessari fu commissionata la progettazione di una lampada, l’obiettivo era quello di crearne una che potesse soddisfare dei criteri produttivi e di funzionalità mischiati ad espressioni artistiche ed artigianali. Baldessari però, come ogni uomo dalle mani e dalla mente fini, mirava a qualcosa di più, qualcosa di tanto astratto quanto imperituro. Se chiedete agli innamorati l’unica misura di tempo conosciuta, avrete la stessa risposta che darebbe un artista: il per sempre è il modo che ha l’infinito di insinuarsi nelle nostre vite, di ricordarci che siamo così fragili e pure così forti nelle nostre incoscienze. Un uomo e una donna sono tutto ciò che serve per raccontare qualunque storia, in qualsiasi latitudine, dentro qualunque tempo. Abbiamo usato una storia d’amore come una tela bianca, X e Y come pennelli e abbiamo tinteggiato l’orizzonte con i suoi gialli e rossi e neri e blu. In una storia d’amore si finisce per dimenticare dove si sta andando perché non c’è un traguardo visibile. Si naviga a vista, immaginandosi di essere natante e oceano. Ci sono tappe. Avventure, storie, dolori, aritmie, vergogne, in cui ci si immerge insieme, ci si scopre e ci si riconosce, e poi ci si allontana, senza un perché, senza saperlo e poi ancora vicini, di nuovo insieme e di nuovo lontani, in questa perpetua fisarmonica esistenziale i più fortunati. Un allenamento costante alla secchezza della vita quotidiana, che divisa e con-divisa, sembra diventare più sopportabile, meno assillante, pare acquisire un senso pure ciò che non lo ha. Questo specialmente quando accade ciò che per sacrosanta natura evitiamo di pensare possa accadere a noi stessi: eventi devastanti che spezzano, rapiscono, dissolvono, intere parti di noi. E quando ciò accade, ci si accorge che niente e nessuno può tenerci lontani dal dolore, ed allora l’incantesimo è svelato e si finisce per sentirsi irrimediabilmente soli ancor prima che distrutti. Con Luminator Bernocchi abbiamo provato a ricostruire e raccontare quel tempo e quello spazio che si creano fra due persone dopo un avvenimento incredibile e la presa di coscienza riguardo le conseguenze. Un elastico temporale ed emotivo in cui X e Y (non delle incognite, ma un uomo e una donna fatti di abitudini, affetti, omissioni e tentativi di essere migliori) ci raccontano una sequela di momenti atti a farci comprendere il loro percorso. Senza immaginare di mettere in scena una sorta di guida, ci siamo solo districati fra l’amore e la sua idea di infinito, fra la realtà e lo scompiglio atroce dato da una perdita.

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