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PER LA RAGIONE DEGLI ALTRI

Alchemico Tre

regia Michele Di Giacomo

anno 2019

attori Giorgia Coco, Michele Di Giacomo, Federica Fabiani

scheda artistica
Marito, Moglie e Amante, tre personaggi incatenati da un segreto, sono chiamati sulla scena per raccontare la loro storia. Il Marito ha due famiglie: quella legale, sancita da un matrimonio con una donna milionaria e quella nascosta con l’Amante. Per mantenere la sua doppia vita, il Marito lavora come cronista in un quotidiano di provincia. La “provincia italiana” quel luogo in cui le persone vivono con la consapevolezza che i loro fatti privati possano viaggiare di bocca in bocca e finire sulla pubblica piazza. E gli Altri infatti vedono e parlano. Quando il segreto che li lega cessa di essere tale, il Marito è costretto ad abbandonare la finzione e scegliere da che parte stare, ma solo dopo aver disperatamente cercato una risposta alla domanda che lo ossessiona, oggetto della sua inchiesta giornalistica: che cos’è la Famiglia? Di Giacomo e Spagnulo riscrivono uno dei primi testi di Pirandello per raccontare rapporti e ruoli che ruotano attorno alla famiglia, sullo sfondo di temi e atmosfere del teatro Pirandelliano.   NOTE DI REGIA A 150 anni dalla nascita di Pirandello, ho deciso di affronta l’autore e il suo teatro confrontandomi con con uno dei suoi primi testi. La riscrittura prende le mosse dall’originale di Pirandello del 1895 e da una regia di Massimo Castri del 1983 che ho avuto la possibilità di studiare con Castri durante un corso di formazione Ert, assieme alle mie attuali compagne di scena: Giorgia Coco e Federica Fabiani. Tre sono i nuclei tematici: la famiglia, cardine della società sempre al centro di dibattiti e manifestazioni, e il suo significato oggi, l'essere marito e moglie, padre e madre; l’infelicità e la responbilità che abbiamo riguardo ai nostri fallimenti; il rapporto con gli altri e quanto, ancora oggi come allora, ci facciamo condizionare dall'altrui pensiero. Il testo ridotto a tre personaggi gioca con il teatro-nel teatro prima ancora che il drammaturgo lo formulasse. I personaggi perdono i nomi propri e diventano Marito, Moglie, Amante etichette di funzioni sociali legate al ruolo famigliare, maschere moderne in cui si sentono costretti. I tre arrivano sul palco come i “Sei Personaggi”, quasi costretti a ricreare la loro storia, cercando di nascondere un segreto che li lega come tre anelli di una catena: una bambina, nata fuori dal matrimonio e relegata in un appartamento di periferia. I personaggi si muovono all’interno di un palco vuoto, segnato da tre schermi che scandiscono atti, scene e luoghi. Gli Altri si concretizzano nel pubblico o tramite la voce dei personaggi filtrata da un microfono distorto. Tutti vittime e tutti carnefici, in un gioco di rappresentazione e egoismi in cui si affonda man mano che la vicenda avanza. Quando una soluzione arriva non può che essere crudele, fatta per appagare gli altri. Ma esistono realmente gli Altri?

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