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Bambole - Primo Studio

D.A.R.T.E. Teatro - Donne Audaci Raccontano Teatro di Empowerment

regia Alessandra Mattei

anno 2019

attori Eva Nigra DelSanto, la soubrette Sara Marconi e un’attrice Veronese, piu precisamente della Valpolicella. Recita dall’eta di 12 anni a scuola e successivamente nella Compagni di Ilse, compagnia di teatro di formazione diretta dalla regista e pedagoga Gloriana Ferlini. Nel 2013 si diploma all'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Lavora con i registi: Marco Baliani, Mirko d’Urso, Alberto Rizzi, Alberto Oliva, Lorenzo Loris e Stefano Micheletti. Oltre ad essere impegnata nel teatro, nel cinema e occasionalmente nella televisione, insegna recitazione presso il MAT di Lugano. Nel 2019 è co-fondatrice della Compagnia D.A.R.T.E. Bianca Corinna D'Urto, la conduttrice Emanuela Caruso e attrice, autrice e regista, insegnate di recitazione e public-speaking. Napoletana d’origine, nasce a Roma nel 1986. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma ed e attrice nella compagnia il Carro dell’Orsa di M.Fallucchi; a Milano si diploma nel 2013 all’Accademia dei Filodrammatici. Tra gli altri, si forma con: A.Fornari, M.Bruno, M.Simeoli, P.T.Cruciani, G.Solari, L.Muscato, M.Sbragia, K.Arutyunyan e con N.Karpov, in Italia e presso il GITIS di Mosca. Nel 2010 vince il premio miglior attrice allo "Short Film Festival" di Lerici con il corto “Il Viaggio del Piccolo Prinicipe” di N.Sorcinelli e menzione al "Festival di Cannes", dove tornera nel 2016 con “Dopo la notte Noi” di S.Saponieri; dal 2015 e a Radio Popolare con “Radiografia Nera” e 2016 nella fiction Rai di “Un medico in famiglia”. Assistente alla regia di B.Fornasari per “N.E.R.D.s sintomi” e “Il Turista”, viene quindi da lui diretta in “Collaborators” di J.Hogde. Nel 2018 fonda la compagnia Caruso/Pagliai e con il monologo “Ninfa mania”, scritto e diretto, e finalista al concorso “Shortlab” a Roma, vince il premio Laura Casadonte 2019 e il concorso Pillole al Teatro Studio Uno di Roma. In Russia al T.S.D. di Novokuznetsk e protagonista in “Ballata/Alpina” di V. Bykov, diretto da A.Nordstrom. Tra gli altri, e stata diretta da: C.M.Angeli, Cesar Brìe, G.Diritti, M.Baliani, R.Rustioni, L.Micheletti, D.Gol, S.Micheletti, A.Fornari, Gabriele Colferai. Nel 2019 e co-fondatrice della compagnia D.A.R.T.E. Teatro. Lia Felìcita Rossi, l'assistente tutto fare Gaia Carmagnani studia presso l'Accademia dei Filodrammatici di Milano, dove si diploma nel 2017 con medaglia d'oro alla classe. Lavora in teatro con i registi B. Fornasari, F. Frongia, M. Cividati, T. Amadio e a settembre 2018 fonda insieme agli ex compagni di classe “Compagnia Caterpillar”, con cui è in scena negli spettacoli “Fragile!” di T. Stivicic, “Canta e Vinci!” di A. Savarese e “Argonauti e Xanax” di D. Vagnozzi. Alla recitazione accosta da sempre la passione per il canto.

scheda artistica
Bambole – Perchè sinceramente io non ho capito è il primo spettacolo di un ambizioso progetto che abbiamo chiamato Donne Work In Progress e che vede l'operazione drammaturgica di riscoperta di Barbara Nativi e i suoi testi, drammaturga, regista e fondatrice del Teatro della Limonaia, morta nel 2006 e vincitrice del premio Ubu per la scoperta e la traduzione dei testi di Sara Kane. “Bambole” è un connubio tra una drammaturgia originale scritta da Tobia Rossi nella quale si trova incastonata e raccontata una parte di Lettera di Bambola, breve atto unico di Barbara Nativi che a sua volta deriva dalla favola del Soldatino di Piombo di H.C.Andersen. Con questa riscrittura ( non ancora giunta alla stesura definitiva, ma in continuo work-in-progress) tocchiamo temi legati alla femminilità già accennati dalla Nativi, ma qui sviluppati ulteriormente e collocati nel mondo mediatico e social dei tempi contemporanei. In un gioco drammaturgico di scatole cinesi, passando per linguaggi e piani meta-teatrali, si sviluppano ed intrecciano le storie di tre donne molto diverse eppure connesse tra loro: Bianca, donna matura e storica conduttrice del programma SBS-Storie di Bambole e Soldati ad un passo dal viale del tramonto; Eva, giovane ventenne aspirante influecer e subret televisiva, affamata di visibilità e mossa da un ingenuo entusiasmo; Lia, giovane donna intellettuale e attivista, sognava una carriera come giornalista, ma si ritrova ad essere aiuto-autore del programma e assistente di Bianca suo malgrado, un factotum represso da una vita che però ancora può avere una svolta decisiva. Siamo all'ultima puntata del programma e una serie di colpi di scena cambieranno in maniera decisiva la vita di queste tre “femmine”, obbligate ad un confronto in certi casi crudele con quello che sono e che vogliono. Vengono indagate 3 diverse età o ancora meglio 3 diverse generazioni femminili e grazie a quella che viene definita “ questa scatola magica che ci fotte il cervello” sono costrette ad un percorso interiore di riscoperta del sé: non si può sperare di creare relazioni sane qualunque sia il mezzo con cui le crei se prima non hai creato una relazione con il tuo io interiore. Stiamo cercando di sviluppare il tema dei social-network, più precisamente di Instagram, non solo da un punto di vista tematico, ma integrandolo come elemento drammaturgico e tecnico per fruire lo spettacolo: grazie ai propri smartphone, che verrà chiesto di tenere accesi, si potrà avere dei clouse-up dei personaggi, ma anche partecipare in diretta allo spettacolo; questo ci permette inoltre di incuriosire coloro che non sono in sala a venire a teatro per scoprire di più di quel che hanno spiato "dal buco della serratura" . La scena è dunque un set televisivo diviso tra davanti (il regno di Bianca e Eva ) e dietro (il regno di Lia) le telecamere; la struttura bianco ottico è un enorme libro pop-up che si aprirà diventando un carillon televisivo.

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