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Due gocce nella polvere

Fabula Rasa

regia Beppe Gromi

anno 2019

attori Alassane Conde

scheda artistica
Due gocce nella polvere Com’è ricca d’esperienze la giovane vita che Alassan racconta con lo sguardo, la voce e il corpo in movimento, la danza. E’ una sola vita? Guinea Conakry, 1993. Il primo respiro al lato della strada del mercato condiviso con un altro Alassan, “goccia gemella” che la polvere asciugherà nel tragitto verso casa, segna una contiguità tra vita e morte che tornerà ancora e ancora... In scena un attore ed un pallone, quello dei giochi d’infanzia, delle infinite partite tra ragazzini, dei sogni di una vita da campione che si trasforma via via nel mondo dalle inaspettate strade d’ombre e di luce. Dopo un’infanzia e un’adolescenza “come tante” in cui riecheggiano nella lingua natìa le voci della madre saggia e rigorosa e delle care sorelle accanto ai suoni del francese e dell’arabo studiati a scuola, in un giorno dei suoi vent’anni Alassan cammina nella polvere solo, sanguinante, confuso, senza più nulla a cui ritornare. Sa che deve andare via, unica compagna la vivida memoria del nonno, guerriero imbattibile, veloce come il vento, anch’egli scappato dal paese d’origine per sfuggire alla violenza. Il viaggio verso l’ignoto inizia grazie ad un camionista che lo raccoglie e porta al confine, lo consiglia e aiuta. Seguiranno altri confini evocati in un crescendo denso di immagini, suoni e silenzi, perché non di tutto si può dire, nel profondo resta “qualcosa che non trova pace neanche quando rido”, fino all’approdo a Siracusa e l’arrivo in Piemonte. Una nuova lingua da imparare, una nuova casa, il Teatro, con la cassetta degli attrezzi dell’attore e tanto studio e presenza, passione, prove e prove. Per riconoscersi attraverso nuove parole, per comunicare e testimoniare la resilienza. Tante sono le vite che si riflettono negli occhi di Alassan. Vite passate, di oggi e di domani, giacché la vita di noi esseri umani è storia di viaggi e migrazioni da sempre. Lo spettatore ne è coinvolto a livello dei sensi, della mente e del cuore. Lo spettacolo in cui la verità dell’esperienza e il “gioco” del teatro, mai fine a se stesso, si rispecchiano ed armonizzano ci lascia il dono prezioso dell’autenticità.

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