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Sweet Swan Sway!

Cornelia

regia Nyko Piscopo

anno 2019

attori Leopoldo Guadagno, Elisabetta Violante, Sibilla Celesia, Roberta Zavino, Monica Cristiano

scheda artistica
Il progetto coreografico è una lettura metaforica e psicologica de Il Lago dei Cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, e indaga sui mutamenti, le evoluzioni, le alterazioni della psiche attraverso la metamorfosi donna-animale. L’ispirazione primordiale nasce da una storia vera: una donna viene lasciata cadere nel vuoto più assoluto ritrovandosi persa e trasformando la solitudine in una dimensione perpetua. Le aspettative sul “principe” che ha amato sono state totalmente deluse. Grazie alla forza istintiva ella riesce a chiedere aiuto, ad abbandonare lo stato di passività e trova la forza per ripartire. Altra tappa ispiratrice è stato il manuale “Donne che corrono coi lupi”, un testo di Clarissa Pinkola Estés che analizza l’anima femmina attraverso le favole. Ed è proprio di una favola che il progetto stesso si nutre: quella di Odette e del suo principe Siegfried. Questo lavoro è un’autentica mappa per trovare le “trappole” più o meno conosciute; le stesse che impediscono a qualsiasi donna di trovare il cammino di rientro verso casa, di ritorno alla sua essenza, ai suoi istinti, verso quella donna selvaggia connessa alla percezione, al suo spirito ludico e alla sua meravigliosa capacità di affetto. “Essere forte non significa allenare i muscoli o fare le flessioni. Significa trovare la propria luce senza fuggire, vivendo attivamente e in modo personale con la natura selvaggia. Significa essere capaci di imparare, essere capaci di sostenere quello che si sa. Significa sostenersi e vivere.” Clarissa Pinkola Estés. Si tratta di una favola contemporanea in cui il regista stravolge il concetto del lieto fine e lo sposta al principio come un “c’era una volta” esageratamente tragico. Lo scopo di questa narrazione infatti è quello di giungere ad un finale alternativo così come è cambiato il “e vissero felici e contenti” di tutte le favole proposte attualmente dalle case cinematografiche e da quelle editrici: un finale che prevede la felicità di una donna con se stessa, senza la presenza di un uomo.

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