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Piazza della Solitudine

WUNDERTRUPPE

regia Wundertruppe

anno 2019

attori Natalie Norma Fella, Marie Hélène Massy Emond, Sandro Pivotti, Giulia Tollis

scheda artistica
ABSTRACT Piazza della Solitudine è un progetto in cui le arti relazionali dialogano con la letteratura, la musica incontra la parola e una panchina, da arredo urbano, diventa dispositivo scenico. Un luogo pubblico della città o il palco di un teatro si trasformano in una piazza temporanea dove la compagnia affronta con un gruppo di cittadini il tema della solitudine. La performance si compone di frammenti di esperienze vissute nelle città attraversate dal progetto e rielaborate per essere condivise in una nuova agorà. Questi frammenti sono cuciti con testi letterari, canzoni, video e dibattiti scenici sul tema. Piazza della Solitudine racconta pubblicamente le stagioni di una vita, dall’infanzia alla vecchiaia dal punto di vista di una condizione dell’anima, la solitudine. La ricerca si sviluppa grazie all’incontro, attraverso un PROTOCOLLO, con territorio, spazi e persone. Gli incontri e il protocollo possono avvenire con una comunità prestabilita che segue alcune giornate di LABORATORIO oppure attraverso degli incontri “casuali” con i cittadini. VISIONE d’INSIEME Piazza della Solitudine nasce da un momento di fragilità di Natalie, momento in cui la solitudine (personale e artistica) era diventata una compagna ingombrante. Da qui l’idea di osservare questa condizione e renderla oggetto di ricerca. La solitudine viene solitamente definita positiva o negativa, ricercata o subita, creativa o isolante; è un’esperienza universale che provano tutte e tutti. Non è sempre uguale, cambia se cambia il paesaggio e cambia col passare del tempo. A volte, invece, rimane immutata ed è lei che cambia noi. Abbiamo scelto la panchina come simbolo e oggetto di scena. La sua posa, in uno spazio di volta in volta diverso, crea una piazza provvisoria, un’agora, un luogo di scambio e discussione intorno alla condizione, spesso indicibile, della solitudine. PERFORMANCE Lo spettacolo prevede una struttura in cui sono presenti dei quadri prestabiliti e dei momenti che variano in base alla città in cui viene presentato il lavoro. Questi momenti variabili sono frutto di alcune giornate di lavoro preparatorie alla replica. Il linguaggio scenico contempla: scrittura, improvvisazione, musica, video e audio. I testi sono frutto di scrittura originale (incontro con comunità e/o esperienze personali dei membri del collettivo) e rielaborazione di materiali letterari (es: Operette Morali Leopardi, Una solitudine troppo rumorosa Hrabal, In exitu Testori). Lo spazio è circolare, l’idea è ricreare una piazza, un luogo di incontro, il pubblico è seduto insieme ai performer, tutti e tutte sono sullo stesso piano. In scena non ci sono ruoli da interpretare, i performer si presentano al pubblico in quanto persone che portano un punto di vista sulla Solitudine e sulla città cercando di creare un piano di dialogo aperto con chi viene a condividere lo spazio di riflessione di Piazza.

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