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ANNIE

Marialice Tagliavini

regia Marialice Tagliavini

anno 2019

attori Marialice Tagliavini

scheda artistica
Questa è la vera storia di Annie Cohen Kopchovsky (in arte Annie Londonderry), giovane ebrea americana che nel 1894 lasciò, in seguito ad una scommessa, la sua famiglia (composta dal marito e dai tre figli) e fece il giro del mondo in bicicletta in solitaria, ottenendo il primato di essere stata la prima donna nella storia ad aver compiuto un' impresa simile. Nella sua corsa febbrile all’ interno di una società avida sia di eroi quanto di capri espiatori, Annie non esitò, però, ad imbrogliare: utilizzò più di una volta il treno al posto della bicicletta e mentì spesso durante le conferenze che teneva in giro per il mondo, incantando le folle con i racconti di imprese mai accadute e creandosi identità fasulle. Annie elevò la bugia a forma d'arte e fu, a suo modo, una creatrice. Il progetto è nato dall' esigenza di parlare sia dell'incredibile libertà della menzogna che del rapporto di interdipendenza che si crea fra pubblico-stampa-soggetto della notizia e di quanto questo sia un meccanismo senza tempo (valido all' epoca, come ai giorni nostri). Nella narrazione delle gesta di quest’incredibile donna abbiamo utilizzato una cifra onirica scevra da ogni realismo, al fine di mettere in luce il valore simbolico di questa storia (che ha ispirato i movimenti femministi dell’epoca). Lo spettacolo si apre nella casa della protagonista con la vestizione della stessa, simile ad una danza: nel semplice elenco dell’abbigliamento vittoriano abbiamo racchiuso tutto quello che sia possibile raccontare sulla condizione della donna durante quel periodo storico. Vediamo poi Annie il giorno della partenza durante la sua prima conferenza pubblica: la protagonista entrerà in quel momento nel meccanismo del “show business”, cercando prima di carpirne le regole, poi padroneggiandole ed, infine, facendosi sopraffare da esse. Abbiamo strutturato lo spettacolo dedicando due capitoli a questi momenti, mettendo in scena il suo primo incontro col pubblico (un' Annie ingenua ed intimidita) e l’ultimo (all’ inizio istrionica padrona del gioco ed, in seguito, vittima e capro espiatorio)... che si trasformerà in un incubo. In netto contrasto con i momenti pubblici, il cuore drammaturgico dello spettacolo è il viaggio solitario della donna. Abbiamo lavorato sulla trasformazione fisica da madre/moglie a globetrotter e sul rapporto con il proprio mezzo di locomozione. Tramite una lunga ricerca (storica e sociale) sul periodo vittoriano, ci siamo siamo anche chiesti il perché della bicicletta e cosa volesse dire, allora, l’utilizzo di tale "mezzo di libertà" per una donna. Abbiamo, infine, dato molta importanza alla creazione audio (affidandola ad un artista che ha sperimentato una vera e propria colonna sonora emotiva elettronica) ed alle voci registrate dei megafoni presenti in scena: oltre a quella ufficiale della stampa, è presente la voce di un personaggio realmente esistito, Allen Kelly, il giornalista più legato ad Annie ed alla sua avventura.

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