Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Come se non fosse un fulmine

TeatRing

regia Marianna Esposito

anno 2019

attori Liliana Benini Alessandro Cassutti Marianna Esposito Annalisa Falché Kàrun Grasso

scheda artistica
Debutto: Settembre 2019, Teatro Elfo Puccini Abbiamo sempre avuto una sconfinata fiducia nella giustizia. Laddove per “giustizia” non intendiamo “legalità”. Intendiamo il senso di cosa è GIUSTO. Abbiamo sempre creduto che gli esseri umani avessero una bussola morale che non sbaglia mai. Noi sappiamo cosa è giusto e cosa non lo è. Lo sappiamo. Quindi cosa significa essere Giusti? Significa AGIRE.Agire, prendere una decisione, decidere, re-cidere. Dire i NO giusti. A volte, anche i SI giusti. E la storia ci offre centinaia di esempi di persone comuni, che hanno preso decisioni importanti e con il loro agire hanno salvato anche soltanto un altro essere umano da genocidi, persecuzioni, guerre, fame, umiliazioni. Si sono ribellati alla mafia, hanno custodito l'arte, nascosto persone, aiutato migranti, accolto profughi in ogni parte del mondo, in ogni periodo storico.. Contro la legge, contro le “regole”. Perché regole e convenzioni non sempre significano giustizia. Irena Sendler, Gino Bartali, Lutz Long, Khaled Al-Asaad, Dang Thuy Tram, Etty Hillesum e molti altri Giusti. Li vedremo nel momento cruciale della: quello della scelta. “Mi volto dall'altra parte, oppure decido di agire?”. Questo spettacolo è per voi e per tutti noi. Per ricordarci quanto grandioso può essere il potere di una decisione individuale. Per ricordarci che:“Può darsi che non siateresponsabili per la situazione in cui vi trovate. Ma lo diventerete, se non fate nulla per cambiarla” M.L.King. Le storie di questi personaggi si intrecciano in un puzzle di flash back e flash forward che spetta al pubblico risolvere. La Compagnia TeatRing torna a parlare di eroi silenziosi. Gente che che combatte per migliorare anche soltanto un metro quadrato di mondo. Il lavoro è una scrittura scenica dove i corpi, la scenografia, le musiche, i personaggi compongono tutti, in eguale e indispensabile misura, il copione. Qualcuno lo chiama Teatro Poetico, per l'utilizzo della metafora scenica, dell'allegoria, dell'immagine, al pari della parola. Per noi è semplicemente il teatro che ci piace fare. Quello che ci corrisponde, e cioè una scrittura in quattro dimensioni: oggetti, corpi, personaggi, pubblico. Ci incontriamo col pubblico a metà strada. La nostra immagine e la loro immagin-azione. E la storia si crea e trasforma insieme agli spettatori. Compagnia TeatRing

Visualizza la scheda completa su SONAR