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A - jazz d'altomare

Llum - Aità

regia Fabio Maccarinelli

anno 2019

attori Alice Salogni, Elena Guitti e Paolo Ambrosi

scheda artistica
“A - jazz d’altomare “ parte da alcune suggestioni, riferimenti e materiali occasionali, per giungere successivamente ad una struttura rigorosa. A quel punto abbiamo restituito spazio al disordine creativo, che permane anche durante lo spettacolo. Gli attori si muovono in un non luogo – un varco aperto in bilico tra testo ed emozioni personali – un’oscillazione che gli permette di apparire o di scomparire. Un beccheggiare che è anche, o soprattutto, mare, il rifluire dell’onda che restituisce o nega orizzonti, corpi, storie in bottiglie senza tappo. Storie che rimandano a quella di Antigone, nella quale vengono svelate le oscure voci, i voli dei corvi, gli odi e gli amori – il loro dimorare, il loro muovere per apparire o la loro fuga nel tentativo di scomparire. Antigone va e torna, è una donna intrappolata in un conflitto che ha scelto, vive questa vertigine, scava tra le onde alla ricerca della forza che le permetta quel gesto: perpetuare la vita a dispetto di tutto e di tutti. Lo fa sulle note di una tragedia contemporanea, affinché ognuno possa guardare la propria storia negli occhi. Per farlo porta tra le braccia l’unico corpo morto, simbolo di tutte le morti e di tutte le vittime del potere. Millenni di corpi senza nome. Se ne fa carico anche in vece nostra e mentre vivi e morti si passano il testimone, lei canta. Canta per sconfiggere l’oblio, canta perché “l’amore è più importante della legge”.

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