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COPERNICO NON CI CREDEVA

MaMiMò

regia PABLO SOLARI

anno 2018

attori ANDREA DELFINO

scheda artistica
Copernico non ci credeva. Quello scienziato che noi tutti conosciamo come colui che pose il Sole al centro dell’Universo parla direttamente a noi, in quella gemma preziosa che è la prefazione al suo “De revolutionibus orbium coelestium”. Scritta poco prima di morire, il nostro si rivolge schiettamente al Papa; le parole dell’uomo sono un’onesta confessione di una conflitto interiore, di un impaccio, tra le due anime del credere e non credere, tra il suo amore di Dio e la fede nella matematica. Questo conflitto sembra lo porti a dubitare delle sue stesse intuizioni, a rimproverarsi a tratti, quasi a scusarsi per essersi ritrovato a dimostrare un’assurda, ma schiacciante, verità: la terra non è il centro dell’universo. In un percorso che mette lo spettatore nei panni di un scienziato alla ricerca della verità, lo avviciniamo a teorie e meccanismi del mondo scientifico; entreremo nelle menti di grandi rivoluzionari prima che il mito trasformasse gli uomini in personaggi: Cusano, Galilei, Leopardi e soprattutto Copernico, del quale analizziamo, con occhio attento ed ironico, la prefazione all’opera. Armati delle conoscenze assimilate e svelando il ruolo della diffusione libera di informazioni — gli open data di ieri e di oggi — nella ricerca della verità, i concetti di dato, verità e rivoluzione vengono ridotti all’essenza e riscoperti come strumenti per una lettura critica del mondo contemporaneo. La fisica, la ricerca della verità, la filosofia nel teatro e viceversa? Sì. Grazie a una narrazione che avvince e ispira, lo spettatore vola in alto col pensiero e con una levità che lo sorprende, senza accorgersi, apprende concetti ritenuti complessi e distanti. Uno spettacolo, il nostro, che e’ una lezione di fisica, una lezione di fisica che e’ uno spettacolo. Sensibilizzare il pubblico al potere dei dati, degli open data, ora e nella storia del pensiero: un mondo oggi enorme, quello dei dati, dalle potenzialità moltiplicate, così vasto da risultare incontrollabile, da stupirci di fronte alla sua immensità. Perché e come tramutare questo flusso d’informazioni che la natura e l’uomo producono, in ogni tempo e luogo, in uno strumento che permetta di distillare verità, aiutandoci a sviluppare un pensiero critico sul mondo che ci circonda, invece di confonderlo? E come per Copernico i dati sono stati il punto di partenza essenziale per rivelare quella sua schiacciante verità, così l’uomo di oggi non può che ripartire sempre dagli stessi dati per giudicare la realtà, superare il limite dell’apparenza e distillare verità nuove. Ripercorrendo le tappe del pensiero, dal passato riportiamo lo spettatore nel presente trasmettendogli la fede nel futuro e allo stesso tempo ricordandogli che lo sguardo è la sua prima ed inestirpabile risorsa per misurare la realtà, che non deve perciò mai dimenticare di affilare con l’esercizio e la dedizione.

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