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Herbarie. Le Chiamavano Streghe

Argillateatri (Associazione The Way to the Indies)

regia Ivan Vincenzo Cozzi

anno 2019

attori Brunella Petrini, Claudia Fontanari, Elena Stabile

scheda artistica
…E le donne sanno aggiustare le cose dell’anima e del corpo. Le donne sanno aggiustare anche di fronte alla morte… Lucia, la giovane herbaria che ha imparato a leggere e scrivere e che possiede il sapere della medicina naturale, ripercorre la storia della sua famiglia: della nonna Mercuria che ha tramandato alla figlia Caterina e, dunque, a lei stessa la sua sapienza. Mercuria, Caterina e Lucia, nella loro terra sono farmaciste che coltivano le erbe medicinali; sono levatrici che vanno di casa in casa, sono i punti di riferimento imprescindibili per il popolo. E sono anche “accabadore” che sanno dare la buona morte. A spezzare il sodalizio e a cambiare il corso della storia, sarà un Inquisitore, la cui figura appare come una proiezione del nostro tempo, che incarna il risentimento della medicina dotta e maschile nei confronti di quella popolare femminile che sapeva ascoltare il paziente e avere un'esperienza diretta sul corpo. Mercuria soccomberà, ma le altre proseguiranno il loro lavoro lento e globale che è arrivato fino a noi e si sviluppa ancora in ogni angolo del mondo. “Herbarie” è frutto di un lavoro di ricerca storica ed antropologica sulla figura ancestrale della domina herbarum, l’erborista del popolo e delle sue origini sacre. La drammaturgia si muove fra la dedizione e la ribellione; fra l’anima creativa e quella politica di queste donne che, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale, apprendevano le conoscenze, creando reti di cura e salvezza e trasmettendosi le proprie esperienze. Una narrazione centrata su eventi storici, che conduce passo dopo passo a scoprire sia il lato vitale, sia quello buio del rapporto fra donna, guarigione e potere. Una storia nella quale ciascuna interprete incarna una sapienza diversa: quella antica, oracolare, che viene dagli archetipi; quella contemporanea legata all’uso pratico delle piante e quella del futuro, che saprà cambiare le sorti della Storia. Ridefinire la narrazione della donna e delle sue competenze; rivalutare le medicine antiche e profonde come l’erboristeria e il senso più vero ed umano dei ritmi naturali e fare luce sulla medicina delle donne, per anni nascosta dai libri di storia. Sono queste le motivazioni portanti di uno spettacolo, nel quale non è difficile trovare affinità con la condizione attuale delle donne, che si fa invito alla meraviglia della scoperta di una storia mai davvero scomparsa, ma spesso sconosciuta, fatta di saperi e possibilità che vennero perseguitate, oscurate, ridicolizzate, fino a scomparire nell'immaginario della stregoneria e dell’imbroglio. aggettivi: affabulatorio, duttile, visionario, ritmico, naturale, magico. drammaturgia: dialoghi, racconto di realtà e di storie mitologiche; parola, canto, tecniche di teatro di movimento e di narrazione. movimenti esteriori: entrare, uscire, chiudere, bussare, accendere, preparare, annusare, scrivere, nascere, morire movimenti di dentro: ricordo, cura, vitalità, energia, preghiera, ribellione, tortura, rinascita

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